PRO470
37 progettare 470 • MAGGIO 2025 dell’aviazione civile e militare. Inoltre, la forte collaborazione tra istituzioni pubbliche, aziende private e centri di ricerca ha spinto l’innovazione e la crescita nella regione, con il DTA che ha favorito partnership tra grandi attori come Leonardo SpA, Avio Aero e Sitael, oltre a PMI e istituzioni accademiche come il Politecnico di Bari, l’Università di Bari e l’Università del Salento. Oggi il Distretto Aerospaziale Pugliese genera 1,5 miliardi di euro di fatturato annuo, con 340 milioni di euro di espor- tazioni. Il distretto impiega più di 7.500 dipendenti a tempo pieno, tra cui 500 ricercatori che contribuiscono all’inno- vazione dei progetti aerospaziali. La regione si distingue per le solide colla- borazioni tra aziende, università e centri di ricerca, che favoriscono il progresso tecnologico e la crescita economica. Harwell Space Hub L’Harwell SpaceHub, situatonell’Oxford- shire, nasce dalla creazione di una base aerea della RAF nel 1934, per poi tra- sformarsi in un centro scientifico per la ricerca nucleare dopo la Seconda guerra mondiale. Il vero impulso alle attività spaziali nella regione è iniziato con la costituzione di RAL Space nel 1980, che ha aperto la strada alla creazione di un ecosistema spaziale dedicato. RAL Spa- ce ha assunto un ruolo di spicco nella tecnologia satellitare e nelle missioni spaziali, contribuendo a programmi spaziali importanti come la spedizione Rosetta nel 2004. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha istituito un importante hub per le comu- nicazioni satellitari a Harwell nel 2009, segnando una tappa significativa nello sviluppo del cluster. A ciò ha fatto segui- to, nel 2013, la creazione di Ecsat (Centro europeo per le applicazioni spaziali e le telecomunicazioni), incentrato sulle applicazioni satellitari, la ricerca sul clima e l’analisi dei dati spaziali. Nello stesso periodo, Innovate UK ha lanciato il centro Catapult Satellite Applications ad Harwell per sostenere l’innovazione in campo spaziale e fornire risorse al- le startup e alle PMI. L’aggiunta della struttura di test e integrazione di R100 nel 2015, che ospita una delle camere a vuoto più grandi d’Europa, ha ulterior- mente migliorato le capacità dell’hub per i test di satelliti e veicoli spaziali. Oggi Harwell è un pilastro fondamen- tale della strategia spaziale del Regno Unito, con un contributo di 5,7 miliar- di di sterline al PIL nazionale e circa 1.400 dipendenti equivalenti a tempo pieno. L’hub ospita più di 105 organiz- zazioni spaziali, un mix di startup, PMI e importanti istituti di ricerca, tra cui RAL Space e l’Università di Oxford. Harwell è diventato un centro leader per l’analisi dei dati satellitari, le teleco- municazioni e la ricerca ambientale, in particolare grazie al coinvolgimento nel programma Copernicus. L’hub svolge un ruolo centrale nell’analisi dei dati satellitari per il monitoraggio del clima, la pianificazione urbana e la risposta ai disastri, posizionandosi come attore chiave nelle attività spaziali nazionali e internazionali. Diversi fattori hanno contribuito al successo di Harwell. L’hub spaziale si caratterizza per il suo ecosistema col- laborativo, che riunisce startup, PMI, istituti di ricerca ed enti governativi per promuovere l’innovazione. A differenza di altri hub che sono cresciuti attorno a grandi OEM, la crescita di Harwell è stata in gran parte guidata dalla sua attenzione ai partenariati intersettoriali e all’eccellenza della ricerca. La pre- senza di strutture di livello mondiale come RAL Space e il National Satellite Test Facility ha reso Harwell un centro di eccellenza per la tecnologia satelli- tare e le comunicazioni. Anche il forte sostegno del governo britannico, attra- verso iniziative come il National Space Innovation Programme (Nsip), è stato fondamentale per promuovere la cre- scita e il ruolo di Harwell nella strategia spaziale del Regno Unito.
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