PRO473
51 progettare 473 • OTTOBRE 2025 SPECIALE INDUSTRIA MACCHINE AGRICOLE L’Europa occidentale segna un decremento complessivo dell’8%, a fronte di 144.000 unità immatricolate, con un passivo più contenuto in Francia (-6% in ragione di 34.000 trattrici vendute) e inGermania (-3% per 29.000 unità). In questo scenario spicca il dato relativo all’India che, pur eviden- ziando una frenata delle immatricolazioni (-2%), non si discosta sostanzialmente dai valori del 2023, confermandosi per il quarto anno consecutivo sopra le 900.000 unità immatricolate. Confronto economico “Nel corso del 2023 le dinamiche di mer- cato sono state condizionate da variabili economiche, in special modo il rallenta- mento della crescita globale e la bassa redditività dell’agricoltura – ha detto la presidente di FederUnacoma Mariateresa Maschio – ma anche dalle perduranti ten- sioni geopolitiche”. Il conflitto in Ucraina, così come quello in Medio Oriente, hanno accentuato la volatilità dei prezzi delle com- modity industriali e causato ulteriori inter- ruzioni nelle catene di fornitura, peraltro già messe sotto pressione dalla pandemia di Covid, contribuendo alla riduzione dei flussi commerciali esteri. Nel 2024 il valore del commercio mondiale delle trattrici si è fermato a 23,8 miliardi di euro (-21,7%) mentre quello delle altremacchine agricole è calato dell’8%attestandosi sui 62miliardi di euro. La contrazione degli scambi globali ha condizionato anche l’andamento delle esportazioni italiane, che sono risultate in calo del 15,1% rispetto al 2023, con un valore complessivo di circa 6,8 miliardi di euro (1,4 miliardi riferiti alla voce ‘trattrici’; 4,5 miliardi alla voce ‘macchine agricole’, mentre i restanti 840 sono imputabili alla voce ‘trattrici incomplete, e ricambi per trattrici’). La bilancia commerciale di setto- re resta comunque attiva per 4,9 miliardi di euro, ma con un peggioramento che permane nell’anno in corso a causa delle tensioni e delle restrizioni nel commercio internazionale. “Già nei primi tre mesi di quest’anno le esportazioni italiane verso gli USA sono crollate a 147 milioni di euro, calando del 36,8% – ha concluso la presidente di FederUnacoma – e facendo scivolare gli Stati Uniti dal primo al secon- do posto, dopo la Francia, come mercato di destinazione per i macchinari italiani”. Alcuni dati del 2025 Nel breve termine l’andamento della pro- duzione appare ancora condizionato dalle dinamiche dei mercati internazionali, dove si auspica una ripresa delle esportazioni italiane nel corso dell’anno ma dove per- mane un clima d’incertezza. I costruttori italiani auspicano anche una ripresa del mercato interno. Il bilanciodei primi cinque mesi del 2025 (6.729 mezzi immatricolati, sostanzialmente in linea con il dato riferito allo stesso periodo dello scorso anno) non indica ancora un’inversione di tendenza, anche se il bimestre aprile-maggio registra una crescita del 9% che potrebbe prefigu- rare una possibile ripresa delle vendite. Il bilancio dei cinque mesi è positivo per i transporter (le trattrici conpianale di carico) che incrementano del 42,1% in ragione di 334 unità vendute, mentre sollevatori telescopici (+0,5% in ragione 409 unità vendute) e rimorchi (-2,7% e 3.181mezzi) si confermano sugli stessi livelli dello scorso anno. Un calo consistente (-40%) registrano invece le mietitrebbie anche se in questo caso il passivo è riferito ad un numero limitato di mezzi (60 le unità immatricolate tra gennaio e maggio). Uno sguardo al futuro Durante l’assemblea annuale di FederUna- coma si è svolto un convegno con al centro i temi relativi al ricambio generazionale, all’innovazione tecnologica e alla formazio- ne. Il settore primario è in profonda trasfor- mazione: connessioni satellitari, sensori, sistemi software per l’elaborazione di dati raccolti direttamente sul campo, robot in grado di svolgere lavorazioni agricole indi- pendentemente dall’intervento dell’uomo sono i protagonisti di una rivoluzione che sta cambiando profondamente logiche e modalità produttive del settore primario. L’utilizzo di sistemi ad alta innovazione, che richiede figure professionali con com- petenze specialistiche, rappresenta anche un fattore di grande richiamo per i giovani e può di conseguenza favorire il ricam- bio generazionale in agricoltura, ma sono necessarie forti sinergie tra imprenditori agricoli, Università e costruttori di mac- chine agricole per programmare percorsi formativi rispondenti alle nuove esigenze del comparto.
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