PRO476
65 progettare 476 • MARZO 2026 SPECIALE MACCHINE UTENSILI La manifattura sta attraversando una fase di forte discontinuità: automazione, robotica e intelligenza artificiale stan- no accelerando la produttività, ma al tempo stesso aumentano complessità, requisiti di precisione, pressioni sui co- sti e obiettivi di sostenibilità. In questo scenario anche il mondo dei lubrificanti cambia: non basta più ‘ridurre l’usura’, servono soluzioni capaci di garantire continuità operativa su cicli intensivi, proteggere componenti sempre più cri- tici e contribuire all’efficienza energetica dell’impianto. A guidarci in questa evolu- zione è Alessio Peruch, Europe technical manager industry and automotive com- ponents, Shell Lubricants, che ci aiuta a leggere le trasformazioni in atto e le loro implicazioni tecniche per l’industria. Come cambia l’industria “I siti produttivi – ha esordito Peruch -, stanno cambiando natura linee più automatizzate e interconnesse spingono macchine su cicli più intensi e tolleranze più strette. Ne derivano requisiti tecni- ci e specifiche dei costruttori sempre più stringenti e, di conseguenza, una crescente necessità di lubrificanti ad alte prestazioni per garantire stabilità di processo, affidabilità e riduzione dei fermi impianto”. In questo quadro la robotica è un indicatore chiave: il CES 2026 ha confermato tecnologie pronte per l’adozione su larga scala. Nel 2023 sono stati installati oltre 540.000 robot industriali nel mondo (Asia 72%, Euro- pa 17%, Americhe 11%); automotive ed elettronica pesano quasi il 60% delle nuove installazioni. La crescita media annua prevista 2025-2029 è del 2,7%. In Italia nel 2023 le installazioni hanno superato 10.400 unità; nel 2021 l’incre- mento annuale ha superato il 65%. Quali implicazioni per il mondo dei lubrifi- canti? “Perché cambia sia ‘cosa’ serve, sia ‘come’ deve performare – aggiunge Peruch -. Il crescente impiego di robot ad alta precisione aumenta la richiesta di lubrificanti specializzati per riduttori e ingranaggi, sottoposti a cicli intensi- vi e continuativi. Parallelamente, linee più evolute, per esempio con presse di grandi dimensioni e giga press nell’au- tomotive, richiedono volumi maggiori di oli idraulici con prestazioni termiche superiori e requisiti di sicurezza eleva- ti”. E ha continuato: “Allo stesso tempo cresce l’efficienza tecnologica: processi ottimizzati, materiali più leggeri e mag- giore precisione riducono il consumo per unità prodotta. Nel 2023 la domanda europea di lubrificanti è stata 4,2 miliardi di dollari, con previsioni di crescita fino a 5,5 miliardi entro il 2031”. Le priorità dell’industria manifatturiera Vediamo allora dove si concentra oggi la pressione nel comparto manifatturiero. Ci si indirizza su quattro fronti: costi, precisione, sostenibilità e fattori esterni. I produttori devono contenere i costi e aumentare l’affidabilità, con specifiche sempre più stringenti e un contesto incerto tra geopolitica, supply chain e accelerazione tecnologica. Ridurre scarti e fermi impianto e contenere i consumi energetici diventa parte della stessa agenda. “In questo quadro – spiega Pe- ruch-, i produttori di lubrificanti hanno un ruolo fondamentale per continuità di fornitura, supporto tecnico e soluzioni innovative in linea con le esigenze degli OEM. Secondo Kline & Company Global Lubricants: Market Analysis and Asse- sment 2025, Shell è il primo fornitore mondiale di lubrificanti finiti per volumi da 19 anni consecutivi, con quota globale 11,6%; nel 2024 le vendite sono ripartite tra 37% consumer automotive, 32% in- dustriale e 31% commercial automotive”. Il ruolo dei lubrificanti nell’automotive È ormai consolidato che automazione e qualità di processo sono determinanti. Nel metal cutting, che rappresenta circa il 55–60% della domanda di lubrificanti del settore, i fluidi incidono direttamente su precisione, finitura e qualità dei manufat- ti. Nel metal forming, dallo stampaggio a freddo a quello a caldo, la lubrificazione influisce in modo operativo su protezio- ne degli stampi, controllo dell’attrito e capacità di garantire continuità produt- tiva. Con l’aumento dell’automazione, inoltre, la produzione automotive di- venta sempre più ‘robot-centrica’, non solo nella movimentazione, ma anche nelle fasi di assemblaggio e finitura: di conseguenza la lubrificazione deve assicurare prestazioni stabili su cicli ripetuti e ad alta frequenza, con livel- li di affidabilità paragonabili a quelli Alessio Peruch, Europe technical manager industry and automotive components, Shell Lubricants.
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