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25 GENNAIO/FEBBRAIO 2025 rmo scere a 2.435 milioni di euro (con un aumento dell’8% rispetto al 2024), trainate dal riavvio della domanda domestica. Il consumo italiano di macchine utensili, robot e automazione dovrebbe crescere a 4.070 milioni, pari al 7,2% in più rispetto al 2024. Anche le importazioni potrebbero giovarsi della (debole) ripresa della domanda interna, come dimostra il dato di previ- sione che indica una crescita del 6,2% a 1.635 milioni di euro. Il dato di export/produzione dovrebbe scendere leggermente, fermandosi a 64,9%. COME SI È CHIUSO IL 2024 Lo scorso anno la produzione si è attestata a 6.745 milioni di euro, segnando un calo dell’11,4% rispetto all’anno preceden- te. Il decremento è stato determinato esclusivamente dalla forte contrazione delle consegne dei costruttori sul mercato interno il cui valore si è fermato a 2.255 milioni di euro, pari al 33,5% in meno del 2023, zavorrate dalla bassa propensione agli inve- stimenti da parte degli utilizzatori italiani. La misura di questa debolezza si esprime con il dato del consumo domestico crol- lato del 34,8%, a 3.795 milioni di euro. Questo trend ha avuto impatto anche sull’andamento dell’import che si è ridotto, del 36,5%, a 1.540 milioni. Differente la performance dei costruttori italiani sul mercato estero, come dimostra il dato di export cresciuto, del 6,3% ri- spetto al 2023, a 4.490 milioni di euro, nuovo valore record mai raggiunto prima di ora. Secondo l’elaborazione di Ucimu sui dati Istat, nel periodo gennaio-agosto 2024 (ultimo dato disponibile), i principali mercati di sbocco dell’offerta italiana di sole macchine utensili sono risultati: Stati Uniti (419 milioni di euro, con un aumento del 17,8%), Germania (243 milioni di euro, con un aumento del 12,3%); Cina (138 milioni, con una diminuzione del 15,3%), In- dia (132 milioni +100%), Francia (125 milioni, con una diminu- zione del 9,3%). Il dato di export su produzione è salito a 66,6% “Dopo l’estate è apparso chiaro che il 2024 sarebbe stato ‘un anno completamente perso’ per l’industria italiana costruttrice di macchine utensili che ha comunque provato a salvare (senza riuscirci) il risultato finale grazie all’attività oltreconfine - Riccardo Rosa, presidente di Ucimu, ha così commentato -. E così è stato ma il nostro Centro Studi ha dovuto comunque rivedere ulteriormente al ribasso le stime presentate a settembre, segno della difficoltà che le nostre imprese si trovano a fronteggiare”. Lo scorso anno ha messo in evidenza la capacità dei costruttori italiani di orientare la propria attività in modo repentino verso le aree più dinamiche del mondo, a partire dagli USA. “Guardando però oltre, il timore che la nuova amministrazione americana possa decidere di attuare una nuova politica di dazi per beni legati alla nostra produzione ci mette in allerta e ci impone un ragionamento puntuale sulle nostre attività di internazionalizzazione”, aggiunge Rosa. Proprio, lo scorso anno è stato costituito ‘Oficina Italiana de Promotiòn Mexico’, un desk che opera per supportare le aziende italiane associate a Ucimu e Amaplast, nell’attività di conoscenza e penetrazione del mercato rilevante, anche per l’area del Centro e Nord- America. “D’altra parte - ha continuato Riccardo Rosa – il grande problema dei costruttori resta il mercato domestico che, dopo aver consumato a ritmi mai visti prima, fatica a ripartire, complici anche le lunghe attese per il perfezionamento e la semplificazione di Transizione 5.0”. E se il ritmo del biennio 2021-2022 non era sostenibile oltre un certo limite di tempo, “è altrettanto vero che ora il valore del mercato italiano si è profondamente ridotto, tornando sui livelli del 2016”, segnala il presidente. Per questo Ucimu indica come occorrano interventi e misure importanti. IL COMMENTO DEL PRESIDENTE

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