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65 GENNAIO/FEBBRAIO 2025 rmo sto che impone il mantenimento della posizione verticale per tutto il processo produttivo, etichettatura compresa”. FASE DEL CONTROLLO DI QUALITÀ La sfida di Werfen è stata accolta da Macco, azienda specializ- zata nella progettazione di soluzioni automatizzate, che ha deci- so di realizzare una nuova linea basata sui robot scara e sistemi di visione Omron per gestire l’intero processo di riempimento ed etichettatura delle provette in posizione verticale, riducendo al minimo il ricorso a qualsiasi operazione manuale, così da ridurre tempi, spreco di risorse e rischi legati all’errore umano. Uno dei principali ostacoli al progetto riguardava proprio la parte di etichettatura: “I sistemi convenzionali prevedono la movimen- tazione delle provette su un nastro trasportatore in posizione oriz- zontale, ma questo avrebbe compromesso la qualità dei reagenti, un aspetto cruciale per chi, come Werfen, deve garantire risultati clinici affidabili”, precisa Alessandro Bartoloni, general manager Macco. Per questo motivo si è scelto di utilizzare un robot scara Omron i4L, sviluppando una soluzione innovativa (e sottoposta a brevetto) in grado di prelevare le provette dalla stazione di riempi- mento e tappatura e manipolarle mantenendole in posizione verti- cale durante l’intero processo di etichettatura. “Abbiamo analizzato l’applicazione con l’ufficio tecnico Macco e abbiamo individuato fin da subito come la tipologia scara fosse quella più adatta per svolgere i compiti richiesti dalle specifiche - aggiunge Giovanni Cortigiani, Robotics Business Developer di Omron -. Questo robot garantisce infatti una movimentazione pre- cisa, stabile e sincronizzata con il sistema di etichettatura, assicu- rando un’applicazione accurata dell’etichetta su ogni provetta. In questo caso veniva richiesto anche di lavorare all’interno di una cella estremamente compatta. Per questo motivo abbiamo scelto un modello a corto raggio”. Ad affiancare il robot scara nelle operazioni di etichettatura ci so- no le smart camera FHV7 di Omron, sistemi di visione intelligente che svolgono un ruolo fondamentale nel controllo della qualità. Le smart camera non solo verificano che l’etichetta sia applicata cor- rettamente, ma controllano anche la qualità della stampa del co- dice a barre e la posizione dell’etichetta sulla provetta. In questo modo è possibile ridurre al minimo gli errori: in caso di difettosità o anomalie, il sistema è in grado di scartare automaticamente le provette non conformi, migliorando così la qualità e la tracciabilità dell’intero processo produttivo. PRIMA DELLAMESSA INOPERA Uno dei passaggi chiave nello sviluppo della nuova linea di pro- duzione Werfen è stato il ricorso alla simulazione preliminare. Ciò è stato reso possibile dalla collaborazione fra Omron e Ma- rini Pandolfi su un modello virtuale dell’intero processo produttivo basato su software di simulazione ACE. Grazie al programma, i tecnici delle due società hanno potuto importare i file step della cella per replicare il modello virtuale dell’applicativo e, di conse- guenza, rendendo possibile il riutilizzo del software anche per il debug della macchina. “Trattandosi di una soluzione unica nel suo genere, era fonda- mentale avere la percezione dell’affidabilità del sistema prima della messa in costruzione - chiarisce Alessandro Bartoloni di Macco -. Per questo, insieme ad Omron e Marini Pandolfi, abbia- mo creato un team di lavoro dedicato alla simulazione per capire, prima della messa in opera, se la macchina che stavamo realiz- zando fosse in grado di svolgere le applicazioni per cui era stata progettata e nei tempi prestabiliti”. “Lavorare con Omron sulla simulazione ci ha dato la possibilità di verificare l’affidabilità del sistema e di prevedere eventuali critici- tà, riducendo i rischi associati alla fase di implementazione”, riba- disce Alessandro Fiore, Application Engineer di Marini Pandolfi. In particolare, la simulazione ha consentito di ottimizzare l’intero ciclo produttivo, riducendo i tempi di installazione e migliorando le prestazioni del sistema una volta in funzione. Grazie a questa fase preliminare, il progetto è stato messo in opera con grande ef- ficienza, minimizzando i costi di sviluppo e garantendo una mag- giore affidabilità sin dal primo ciclo produttivo. IL RISULTATO FINALE Grazie alla precisione del robot scara Omron i4L e ai sistemi di visione FHV7, Werfen oggi può etichettare fino a 1.000 provette all’ora, con una riduzione dei tempi di ciclo del 30% rispetto alle soluzioni precedenti basate su processi manuali. Oltre alla velocità, anche la qualità del processo è migliorata si- gnificativamente. L’intero ciclo produttivo è tracciato e la possibi- lità di rilevare e scartare automaticamente le provette difettose in tempo reale riduce drasticamente gli sprechi. Questo permette a Werfen non solo di aumentare la capacità produttiva, ma soprat- tutto di garantire un livello di sicurezza e affidabilità del prodotto che soddisfa pienamente i requisiti del settore della diagnostica. “Dietro i nostri sistemi c’è sempre la storia di un paziente e i pa- zienti siamo noi, i nostri familiari, i nostri amici, i nostri vicini. E come pazienti ci aspettiamo che le diagnosi sulla nostra salute vengano effettuate con le migliori strumentazioni in grado di offrire i dati più precisi sul nostro stato”, conclude Bruno Costantini di Werfen. La linea progettata da Macco può etichettare fino a 1.000 provette all’ora, con una riduzione dei tempi di ciclo del 30% rispetto alla vecchia soluzione basate su processi manuali.

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