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19 MARZO 2025 rmo italiane del settore dei macchinari industriali ACT hanno registra- to una crescita annuale a prezzi correnti del 7% rispetto al 2022, anno che a sua volta aveva segnato un forte rialzo (+9,4%). I pri- mi sette mesi del 2024 si è assistito a una brusca frenata che ha portato a una contrazione del -1,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I risultati preliminari dei primi sette mesi dell’anno indicano che il 2024 rappresenta un anno di stallo per l’export dei macchi- nari, soprattutto per l’importante componente che si rivolge al mercato europeo. Le esportazioni di macchinari dirette verso il Nord America e il Medio Oriente hanno continuato a crescere, con incrementi rispettivamente del +2,7% e del +10,5% rispet- to all’anno precedente. Al contrario, l’Asia orientale e l’Europa mostrano segnali di rallentamento, con cali rispettivamente del -6,3% e del -2,5%. Questi risultati non solo riflettono le dinami- che della domanda regionale, ma anche l’impatto delle politiche industriali e commerciali adottate dai paesi concorrenti, che, nel caso asiatico, risentono inevitabilmente del disaccoppiamento con le filiere occidentali. La crescente competizione nei settori tecnologici e industriali a livello globale rende centrale per le imprese italiane riorientare le loro strategie commerciali, puntando a consolidare la presenza nei mercati più dinamici e a diversificare le aree di esportazio- ne per ridurre i rischi legati alla concentrazione geografica. Tra i settori più dinamici si distinguono le macchine per confezio- namento e imballaggio (con un incremento rispettivamente del 18,9% nel 2023 e del 6,8% tendenziale nei primi sette mesi del 2024) e le macchine utensili, robot e automazione (+23,6% nel 2023 e +13% nei primi sette mesi del 2024). 8 MILIARDI DI POTENZIALE L’Italia è tra i primi Paesi per quota di mercato delle esportazio- ni di macchinari ACT. Nel 2022 il nostro Paese si è posizionato quarto, dietro Cina, Germania e Giappone. Nel quadriennio 2018-2022 la quota dell’Italia si è leggermente ridotta (8,2% nel 2022 dall’8,8% nel 2018) ed è comunque quella che ha tenuto meglio l’espansione del peso cinese (18,1% da 13,5%) rispetto alla Germania (17,8% da 19,6%) e al Giappone (9,3% da 10,6%). Stati Uniti e Germania da soli assorbono poco meno di un quar- to dei macchinari italiani. I principali importatori di macchinari ACT sono rappresentati da Stati Uniti (12%), Germania (10,3%), Cina (6,4%), Francia (6%) e Spagna (4%). Questi cinque Paesi assorbono più di un terzo delle esportazioni italiane di macchi- nari ACT, con una quota complessiva del 38,6%. Se si conside- rano i primi dieci mercati di destinazione, la quota sale al 54,5%,

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