RMO266

25 MARZO 2025 rmo Il costo di acquisto rappresenta solo una minima parte dell’in- vestimento complessivo in una macchina utensile e, spesso, non supera il 10-15%. Le voci più rilevanti sono quelle legate ai costi operativi, come fermi macchina, manutenzione e altre spese correlate. Ecco perché l’affidabilità di una macchina è un aspetto imprescindibile, tanto quanto la precisione e la si- curezza che è in grado di offrire. Questo, a Rosa Ermando, è chiaro da tempo; tanto che, in oltre sessant’anni di storia, ha messo a punto e costantemente affinato un modello produttivo che oggi rappresenta lo stato dell’arte nel settore e costituisce il fondamento della costruzione delle sue rettificatrici tangenziali, conosciute in tutto il mondo attraverso i brand Rosa GrindTech e Favretto GrindTech. TECNOLOGIA, SOSTENIBILITÀ E SICUREZZA A Rescaldina, in provincia di Milano, sorge il quartier genera- le di Rosa Ermando, uno stabilimento di 6.000 metri quadrati con una capacità produttiva di 50-60 macchine all’anno, che occupa a tempo pieno circa sessanta persone. Qui tecnologia avanzata, sostenibilità ambientale e sicurezza dei lavoratori si integrano in un sistema gestionale all’avanguardia, conforme agli standard dell’Industria 4.0. È in questo stabilimento che vengono realizzati tutti i compo- nenti strategici delle rettificatrici Rosa GrindTech e Favretto GrindTech, perché - come ci ha spiegato Andrea Portosa, COO dell’azienda - solo un processo produttivo fortemente verticale garantisce il massimo controllo su qualità, tempi e costi. “Par- tiamo dalla ghisa dei basamenti, fusa in una fonderia in Roma- nia partecipata da Rosa Ermando SpA - indica Andrea Portosa - per poi passare alle fasi di lavorazione, assemblaggio (mec- canico ed elettrico) e collaudo, svolte interamente nel nostro stabilimento di Rescaldina. Questo approccio ci permette di mantenere un controllo totale sull’intero processo, assicurando l’elevata qualità che il mercato da sempre ci riconosce”. C’è una fase cruciale nella produzione delle macchine utensili chiamata raschiettatura, il cui scopo è migliorare la planarità e l’estetica di superfici già parzialmente lavorate. Si tratta di una lavorazione meccanica di finitura superficiale, eseguita asportando il materiale in eccesso dalla superficie da lavorare con degli appositi raschietti. Questa operazione è particolarmente importante nella costruzione delle rettificatrici, dove un accoppiamento ottimale tra il basamento e la tavola è essenziale per garantire la precisione della macchina. Affinché ciò sia possibile, le due superfici devono essere perfettamente aderenti. “Per eseguire la raschiettatura, si parte da una superficie di riferimento, colorata con un pigmento speciale chiamato blu di Prussia - spiega Maurizio Ballabio, responsabile di produzione di Rosa Ermando -. Questo pigmento viene applicato per evidenziare i punti di contatto quando un’altra superficie viene appoggiata su quella di riferimento, affinché mostrino con precisione le aree in cui il materiale deve essere rimosso. In questo modo, con l’ausilio di un raschietto manuale, l’operatore interviene sui punti più alti, asportando il materiale in eccesso con movimenti accurati. Questo processo viene ripetuto più volte, fino a ottenere una perfetta conformità tra le due superfici, garantendo così un accoppiamento ottimale”. In Rosa la raschiettatura è eseguita interamente a mano. Questa competenza artigianale permette di raggiungere un livello di precisione che nessuna tecnologia moderna è in grado di eguagliare. La qualità della raschiettatura si riflette direttamente sulla precisione e sull’affidabilità delle lavorazioni successive, rappresentando un vero e proprio valore aggiunto per le macchine prodotte. FINITURA CON LA RASCHIATURA In alto, Andrea Portosa, COO di Rosa Ermando. Sopra, Maurizio Ballabio, responsabile di produzione di Rosa Ermando.

RkJQdWJsaXNoZXIy Mzg4NjYz