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71 APRILE 2025 rmo INTEGRAZIONE DI MATERIALI Il progetto Mimosa mira appunto a sviluppare nuove tecniche per l’integrazione di materiali compositi in fibra di carbonio e materiali metallici realizzati mediante additive manufacturing, evitando l’utilizzo di elementi di collegamento meccanico per l’assemblaggio e di tutti i passaggi produttivi a essi correlati. L’obiettivo è quello di creare strutture aeronautiche più legge- re, più resistenti e più sostenibili, riducendo significativamente l’impatto ambientale del settore aeronautico grazie al minor fab- bisogno di materie prime e una diminuzione di peso e consu- mi riducendo quindi le emissioni di CO2. Durante un workshop presso il Museo dell’Automobile di Torino, sono stati presentati sia i primi risultati del progetto Mimosa, sia la potenzialità del- la manifattura additiva in ottica aerospaziale secondo quattro linee guida principali: la progettazione, la certificazione, la sostenibilità e la protezione. In questi quattro pilastri strategi- ci, si inserisce l’integrazione reciproca di processi produttivi finora distinti e fra loro separati a causa delle differenti storie di evoluzione tecnologica; si è parlato altresì di tecniche inno- vative per la rigenerazione di materie prime volte al riuso dei materiali a fine servizio e per una maggiore indipendenza dalle forniture provenienti da aree geografiche recentemente sem- pre più instabili. Inoltre, si è preso in considerazione, in modo approfondito, delle tematiche inerenti la segretezza industriale e la protezione della proprietà intellettuale associate a metodi di produzione speciali come quello appunto della manifattura additiva. “Questi ambiziosi obiettivi necessitano di soluzioni tecnologiche innovative, che guardino a processi produttivi di nuova generazione e cerchino di integrarli in modo efficace, affidabile, economico e scalabile industrialmente - osserva De Pasquale -. Proprio in questo senso, il progetto Mimosa porta alla produzione, sfruttando brevetti specifici del Politecnico di Torino, di strutture multi-materiale composte da leghe metalli- che e materiali compositi senza elementi intermedi (adesivi o rivetti) mediante l’integrazione di manifattura additiva metallica, trattamenti superficiali al plasma e fibre di carbonio. A fine ser- vizio, le strutture realizzate con la tecnologia Mimosa potranno essere rigenerate grazie a un processo di atomizzazione che riduce gli scarti metallici in polvere a granulometria e composi- zione controllate, che diviene una materia prima secondaria per gli stessi processi di Additive Manufacturing”. Mimosa segnerà un passo in avanti determinante nell’applica- zione della circolarità dei materiali e della produzione, poiché integrerà il riciclo e riuso dei materiali già a partire dalla fase di ideazione del prodotto e del business. Il progetto prevede un nuovo concept design per la rigenerazione dei materiali al termine della vita operativa dell’aereo, una riduzione del peso (-51%), dei tempi di consegna (-65%) e dell’impatto ambientale totale del processo. Nella foto in alto, da sinistra: Stefano Pasquino e Sabrina Zapperi di TÜV Italia, Giorgio De Pasquale del Politecnico di Torino. Sistemi produttivi relativi al progetto Mimosa, che vuole trasformare la costruzione dei velivoli grazie all’uso congiunto di materiali compositi e metalli stampati in 3D. TÜV Italia svolge un ruolo cruciale nel garantire che le tecnologie di manufacturing additivo siano impiegate efficacemente nell’aerospace e condivide le proprie competenze per migliorare la comprensione delle potenzialità e delle normative legate a queste tecnologie avanzate. “Mimosa è un progetto europeo - afferma Stefano Pasquino, Quality manager, project manager e lead auditor divisione product service di TÜV Italia -, volto a contribuire in maniera efficace, concreta e sostenibile al raggiungimento degli obiettivi dell’Unione Europea. Mimosa è stato valutato con il massimo del punteggio dalla Commissione Europea testimoniando un ulteriore stimolo a utilizzare con impegno e serietà le nostre competenze per migliorare il settore aeronautico. TÜV Italia è associato al DAP (Distretto aerospaziale Piemonte) e questa esperienza incrementerà positivamente il know how dei laboratori di Volpiano (TO)”. IL RUOLO DI TÜV
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