RMO267
73 APRILE 2025 rmo ha ospitato la prima zona U-space in Europa; Varese, Piacenza e Ancona si sono aggiunte alle altre 6 città che hanno annunciato di voler costruire un vertiporto (Bologna, Firenze, Milano, Roma, To- rino e Venezia). Sono stati effettuati il primo volo di Amazon Prime Air per il trasporto merci, sperimentazioni di consegna via droni della posta tra Napoli e Procida, di trasporto medico nel settore sa- nitario e di distribuzione di fitosanitari in quello agricolo. A novem- bre è stata annunciata la piattaforma HyperTwin, per semplificare la gestione delle operazioni con droni. Quello appena passato, insomma, è stato un anno cruciale per il settore, sia dal punto di vista normativo che applicativo. Eppure, persistono diverse preoc- cupazioni per la solidità finanziaria delle imprese dell’offerta, so- prattutto nel segmento di trasporto persone. E le sperimentazioni sono ancora la maggioranza dei progetti: è arrivato il momento di trasformarle in servizi operativi. Sono i risultati della ricerca dello ‘Osservatorio Droni e Mobilità Ae- rea Avanzata’ del Politecnico di Milano. IL MERCATO Nel mercato professionale dei droni in Italia, la domanda pub- blica continua a essere marginale, pari all’8% del valore com- plessivo, nonostante il 37% delle imprese dell’offerta abbia enti pubblici tra i clienti, il 45% dei progetti italiani sia in capo a pub- bliche amministrazioni. Le imprese del segmento Aerial Operations sono prevalente- mente costituite da fornitori di servizi (il 78% delle 646 impre- se del segmento) impegnate in attività di rilievi, riprese aeree e ispezioni. Buona parte (il 47%) ritiene essenziale uno svilup- po della normativa, che rappresenta il principale ostacolo alla crescita. Ben l’88% ritiene prioritario lavorare su una maggiore apertura ai voli Beyond Visual Line of Sight (quelli senza contatto visivo diretto e costante), sulla semplificazione delle autorizzazio- ni per i voli Visual Line Of Sigh in area urbana e sullo sviluppo di ulteriori Pre-Defined Risk Assesment. Per molte imprese è fonda- mentale lo sviluppo di servizi U-space e l’apertura di corridoi ae- rei dedicati. L’88% valuta importante il potenziamento di soluzioni di Intelligenza Artificiale, l’83% l’aumento della copertura delle reti 5G/6G per migliorare il controllo e la gestione dei droni. Il segmento dell’IAM&D è composto soprattutto da produttori, il 78% delle 37 imprese attive in Italia. In quest’area, i progetti concreti faticano a decollare: molti annunci non si trasformano in sperimentazioni, alcuni test vengono interrotti e alcuni attori rischiano di uscire dal mercato per mancanza di liquidità. An- che in questo caso, il principale ostacolo è rappresentato dal- la normativa, per il 47% delle imprese. Per il 90% è importante lavorare sulla sensibilizzazione e il coinvolgimento delle pub- bliche amministrazioni a supporto dei progetti, per l’89% sulla pianificazione e l’integrazione strategica dei servizi nella rete di mobilità e trasporto urbano, per l’86% sull’evoluzione tecnologi- ca e il miglioramento delle soluzioni, oltre alla creazione di cor- ridoi aerei dedicati. I PROGETTI INTERNAZIONALI Sono 1.882 i progetti di droni censiti a livello mondiale tra il 2019 e il 2024. Di questi, il 69% riguarda il segmento Aerial Operations e il restante 31% Innovative Air Mobility & Delivery. Nel primo segmento, la principale applicazione è rappresentata da ispezio- ni e sopralluoghi (43%), poi vengono sicurezza e sorveglianza (20%) e ricerca e soccorso (12%). Nel segmento IAM&D, il trasporto merci rappresenta il 72% dei progetti, ma solo l’8% è operativo, per lo più in aree remote o po- co popolate, a testimonianza di come questo ambito sia anco- ra poco maturo. Ancora più embrionale è il trasporto di perso- ne (28% dei casi di IAM&D), in cui la maggior parte di progetti (68%) finora è solo annunciata. Fondamentale, per il futuro del settore, sarà lo sviluppo dei vertiporti, che a livello globale hanno raggiunto 131 progetti, solo il 5% in fase di test dimostrativi, il re- sto in fase di sviluppo o studio di fattibilità. Complessivamente, solo il 16% dei progetti analizzati è un servi- zio operativo che ha affiancato o sostituito le modalità tradizionali (il 21% dei progetti di Aerial Operations e il 6% di quelli quello Innovative Air Mobility & Delivery). Tra i più diffusi, le ispezioni delle linee elettriche o delle infrastrutture lineari, tradizionalmen- te condotte con elicotteri e operatori a terra, ottimizzate grazie all’impiego dei droni. L’84% dei progetti non genera ancora rica- vi concreti e continuativi per le imprese dell’offerta: nel 34% dei casi sono sperimentazioni, nel 30% dichiarazioni di intenti e nel 20% utilizzi una tantum. Mediamente, ogni sei progetti attivati, le aziende riescono a trasformarne uno solo in un servizio operati- vo. In questa situazione è difficile garantire la sostenibilità delle attività di ricerca e sviluppo, che nel 76% delle imprese del setto- re sono finanziate con risorse interne, e ripagare gli investimenti in infrastrutture e capitale umano.
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