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63 MAGGIO 2025 rmo Come parte di una rete di produzione globale, Takeda Phar- maceutical Company Limited gestisce impianti di produzione in Germania, a Singen e Oranienburg. Takeda è tra le azien- de biofarmaceutiche leader al mondo ed è presente in più di 80 Paesi. Mentre il sito di Singen è specializzato nella produ- zione di farmaci liquidi e liofilizzati, a Oranienburg vengono prodotti farmaci di tipo solido: ogni anno da qui escono più di sei miliardi di compresse e capsule. Questa grande quantità di farmaci deve essere prelevata dal fine linea di produzione e collocata su pallet predisposti per la spedizione. Per ogni turno, gli operai spostano circa 5,8 t dai tavoli di imballaggio al pallet di spedizione: si tratta evidentemente di uno sforzo fisico intenso, ripetitivo e fati- coso. In situazioni come queste, è chiaro che non si tratta di dover decidere se automatizzare il processo, ma come fare. Per esempio, alla fine di una linea occorre spostare scatole che pesano 9 kg; lungo l’intero turno di lavoro, ciò equivale a spostare più di 5 t di peso. Il project manager di Takeda, Robert Gundlach, lo dice chiaramente: “L’integrazione di ro- bot, in questo caso collaborativi, non è mai stata messa in discussione”. La scelta è ricaduta sui robot collaborativi di Fanuc, facendo leva sul fatto che il cobot non solo avrà il compito di sollevare i lavoratori, ma verrà accettato in misura maggiore dai dipendenti rispetto ad un robot industriale tra- dizionale chiuso all’interno di una gabbia protettiva. Sebastian Steinbach, che si è occupato del progetto in loco per Fanuc, riassume l’idea fondamentale: “I lavoratori posso- no liberamente avvicinarsi ai robot collaborativi, senza timore per la propria incolumità. Ciò ha reso accettabile l’introduzio- ne di questa tecnologia”. LE RICHIESTE INIZIALI La direzione è stata chiara fin dal primo contatto con Fanuc. “Sapevamo già abbastanza bene quello che volevamo. Fa- nuc non è stato l’unico fornitore di soluzioni di automazione contattato, ma, secondo Gundlach, nessun altro era in grado di offrire a Takeda un sistema collaborativo con la classe di capacità di carico richiesta e lo sbraccio necessario. Ancor prima dell’installazione del primo robot l’asticella è stata già alzata: la movimentazione di contenitori o fusti di oltre 20 kg, che viene ancora effettuata manualmente, diventerà il fulcro dell’automazione nel prossimo futuro. Poiché Takeda richiedeva un integratore di sistemi che aves- se sede vicino agli stabilimenti produttivi, la scelta è ricaduta su Skdk, azienda berlinese esperta nella programmazione di robot Fanuc dal 2012. Come sottolinea Arnardo Schulze, ma- naging director di Skdk: “Preferiamo realizzare più progetti in combinazione con automazione da un unico fornitore”. La particolarità del sistema Takeda risiedeva nel fatto che, da un lato, i robot non sono ancora così popolari nell’industria farmaceutica come lo sono in altri settori e, dall’altro, devono essere soddisfatti standard elevati per pulizia e igiene. Dall’esperienza, Gundlach sa quanto sia importante l’accet- Dall’implementazione del cobot Fanuc, sono già usciti dallo stabilimento più di 8.000 pallet.
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