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72 rmo MAGGIO 2025 FOCUS ROBOTICA suo assemblaggio, seguiti dalla marcatura laser del fondo, dal- la prova di tenuta e dall’inserimento dell’imbuto. Sull’altro lato l’impianto esegue l’assemblaggio della parte superiore della moka, che include raccoglitore, coperchio, manico, pomolo, fil- tro e guarnizione. Le due parti convergono infine in una posta- zione finale nella quale vengono avvitate insieme, scaricate e inviate al reparto di imballaggio e confezionamento. Naturalmente le caffettiere da tre e quattro tazzine hanno vo- lumi di vendita decisamente più importanti di quelle da uno da nove. Questo ha un impatto notevole sui lotti, che possono passare da poche centinaia di pezzi a 40 mila unità. È eviden- te come il tempo di setup dell’impianto rivesta in questo caso un ruolo cruciale, in particolare con i lotti meno numerosi: non avrebbe senso investire alcune ore di lavoro solo per assem- blare un migliaio di pezzi. “Ci siamo concentrati pertanto anche su questa seconda con- dizione, identificando una serie di soluzioni utili per ottimizzare la fase di set-up - ha aggiunto Luca Maiolo -. Ai robot abbiamo abbinato sistemi di visione guida-robot, riducendo così l’uso di dime dedicate sui sistemi di carico. L’impiego di assi elet- trici servocontrollati ci ha inoltre permesso di ridurre drastica- mente le relative regolazioni: è sufficiente richiamare il relativo programma per avere tutti gli assi elettrici pronti per la produ- zione. Il risultato è un tempo di setup che in genere si aggira sui 30 minuti. Merito anche dell’impiego di apposite attrezza- ture di carico ‘intelligenti’ e del fatto che, in molti casi, non è necessario intervenire su ciascuna stazione quando si passa da un lotto al successivo”. L’impianto si è dimostrato così flessibile da permettere anche il caricamento in linea di modelli speciali, come quelli realizza- ti in esclusiva per alcune importanti firme di moda, altri legati a serie tv di successo e persino di quelli adatti all’uso su piastre a induzione. Un’altra conseguenza positiva derivante dall’impiego dell’im- pianto ABL è il miglioramento della qualità del prodotto as- semblato: i grezzi vengono prodotti in diversi stabilimenti e presentano differenze che, pur impercettibili per l’utente fi- nale, possono mettere in crisi l’automazione. Nello sviluppare l’impianto, i tecnici di ABL ne hanno tenuto conto e sono riu- sciti a garantire l’output richiesto evitando stop inattesi, il tutto senza rischiare la produzione di pezzi non conformi. UNA SOLUZIONE ‘CHIAVI IN MANO’ Rispondere a tutte le richieste di un cliente, per quanto sfidan- ti, è il ‘pane quotidiano’ di aziende come ABL. È però possibile spingersi oltre, senza necessariamente impattare sui costi di progetto o su quelli operativi. È il caso dell’impiego di veicoli autonomi (AMR, Autonomous Mobile Robots) all’interno dei flussi produttivi; per questo ge- nere di integrazioni ABL ha già identificato ABB come possibi- le partner. Un grande potenziale deriva inoltre dalla gestione dei dati. L’attività di sviluppo del software consente ad ABL non solo di personalizzare funzionalità e interfaccia, ma anche di inte- grare funzioni avanzate quali il monitoraggio remoto (incluse statistiche produttive o diagnostiche) o la manutenzione pre- ventiva e predittiva. “Vantiamo esperienze in molteplici settori applicativi, ciascuno dei quali presenta peculiarità ed esigenze uniche - ha conclu- so Maiolo -. Essere in grado di identificare e trasferire idee tra mondi apparentemente molto diversi tra loro può fare la diffe- renza tra un progetto semplicemente efficace e uno davvero efficiente e per molti versi rivoluzionario. E parte del merito va attribuito al supporto che realtà come ABB ci possono offrire lungo questo articolato percorso”. Ferri Srl è attiva nella realizzazione di macchine per la manutenzione del verde, trinciatrici e bracci decespugliatori. Fondata nel 1844, l’azienda ha integrato nei suoi processi produttivi dei robot di saldatura ABB, investendo in due impianti, un function package e un robot di saldatura con slitta a terra, per migliorare l’efficienza e la qualità delle sue lavorazioni. Oggi, con una produzione e vendita di oltre 35.000 macchine per la manutenzione del verde pubblico e agricolo in tutto il mondo, Ferri si colloca tra le prime aziende del settore in Europa. L’adozione degli impianti robotizzati ha permesso a Ferri di automatizzare completamente il processo di saldatura, riducendo i tempi di produzione e aumentando la precisione delle operazioni. I robot ABB, grazie alla loro affidabilità e versatilità, sono stati fondamentali per gestire la varietà di pezzi prodotti dall’azienda, garantendo saldature uniformi e di alta qualità. Grazie a questo, Ferri ha potuto migliorare la competitività, soddisfacendo le esigenze dei clienti. L’implementazione dei robot di saldatura ABB ha, inoltre, contribuito a creare un ambiente di lavoro più sicuro, riducendo l’esposizione degli operatori ai rischi associati alla saldatura manuale. SALDATURA ROBOTIZZATA PER LA MANUTENZIONE DEL VERDE

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