RMO270

14 INCHIESTA rmo SETTEMBRE 2025 nella peggiore delle ipotesi, una riduzione di 4 miliardi di PIL oppure, nell’ipotesi più ottimistica, uno 0,02% ovvero poco più di 400 milioni di contrazione. Questi, in sostanza, gli scenari che si prospettano per il settore. E c’è anche il ‘bright side’, il lato positivo se così vogliamo chia- marlo, perché i dazi da parte degli Stati Uniti interesserebbero anche altri Paesi concorrenti e questo potrebbe anche para- dossalmente permettere di trovare qualche spazio in cui inserir- si per aumentare quote di mercato ai competitors. NUOVI SBOCCHI: ENERGIA E DIFESA Con riferimento ai settori di sbocco, la survey mostra come l’in- dustria italiana della deformazione destini circa la metà della propria produzione a contoterzisti (26%) e automotive (24%). Seguono infrastrutture, Hvac, elettrodomestici, energia e dife- sa. Le recenti evoluzioni e, in particolare, la crisi del settore auto stanno però spingendo i costruttori di macchine a deformazio- ne a diversificare il proprio portafoglio clienti rafforzando l’offer- ta per settori che già nell’immediato futuro potranno esprimere grandi potenzialità, quali energia e difesa. Con l’attivazione del piano della Commissione UE sul settore della difesa, si stanno stanziando circa 800 miliardi di euro per i prossimi quattro anni nel panorama europeo, o come agevola- zioni fiscali o come supporti nell’accesso. Ciò implica una do- manda nel settore della difesa che può chiamare sicuramente in campo tutte le aziende che operano nel settore del manu- facturing e possono avere esigenze di macchine e macchinari per effettuare questo tipo di lavorazioni. La difesa, che al mo- mento assorbe ancora una quota piuttosto contenuta di mac- chine per la deformazione della lamiera, rappresenta probabil- mente l’ambito con le maggiori potenzialità di sviluppo anche proprio in ragione del piano Readiness 2030 con cui l’Europa intende finanziare lo sviluppo di strumenti e mezzi utili a garanti- re la difesa dei Paesi dell’Unione. Altro settore in crescita è quello dell’energia. Risulta dalla ricer- ca che il 24% delle aziende interpellate è fornitore (anche) di player del settore energia. I possibili sviluppi di business riguar- dano le forniture per le fonti rinnovabili (solare e fotovoltaico), per il nucleare e le infrastrutture per la distribuzione dell’ener- gia. La domanda di energie rinnovabili nei prossimi cinque anni è di circa 550 gigawatt in più rispetto ai cinque anni precedenti; quindici sarà un raddoppio. INNOVAZIONE E FORMAZIONE Infine, la ricerca mette in evidenza l’importanza dell’innovazio- ne tecnologica e, in particolare, delle tecnologie digitali che, in questa ultima fase storica, si concretizzano nell’applicazione dell’Intelligenza Artificiale al mondo delle macchine. Secondo l’indagine CEU-PwC, il 48% delle imprese afferma di integrare o di aver avviato recentemente l’integrazione dell’AI nei propri processi. In particolare, il 29% è in fase di approccio all’integrazione e il 14% dichiara di essere in una fase parzial- mente avanzata; solo il 5% conferma di avere un buon livello di implementazione. In questo ultimo caso l’utilizzo riguarda prin- cipalmente: la simulazione assistita, l’ottimizzazione del design, la progettazione assistita, e l’analisi predittiva delle prestazioni. Il restante 52% motiva la mancata adozione di soluzioni di Intel- ligenza Artificiale legandola a fattori strategici e normativi. Tutti elementi di cambiamento che impongono una riflessione accurata sul tema, trasversale, della formazione. Tra i fattori di maggiore interesse su cui riflettere, il fatto che per il 48% delle aziende la disponibilità di personale qualificato, e pronto ad operare in contesti di business unusual e con tecnologie disruptive, rappresenti un elemento di criticità che dovrebbe ulteriormente acuirsi nei prossimi anni. Lo dichiara il 62% dei rispondenti, comprendendo quindi anche una fetta di azien- de che, al momento, non rilevano particolari problemi relativa- mente alla questione.

RkJQdWJsaXNoZXIy Mzg4NjYz