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59 SETTEMBRE 2025 rmo IL PROCESSO DI SCELTA Alla luce di questi impegni, la naturale evoluzione era quella di integrare la saldatura laser nei processi principali dell’azien- da. “Cercavamo una nuova soluzione all’avanguardia che ci permettesse di ridurre i tempi di lavorazione aumentando allo stesso tempo la qualità del prodotto finale - afferma Cervellin -. Volevamo un sistema versatile ed efficiente, progettato per sal- dare componenti di varie dimensioni”. Per questo progetto, T.P.A. si è rivolta a L-Peak, un’azienda con una esperienza nell’applicazione delle tecnologie laser, non solo di saldatura. Come racconta Stefano Dalla Vecchia, presidente di L-Peak: “Avevano in mente un robot di saldatu- ra in grado di lavorare in due celle indipendenti ma collegabili tra loro in caso di necessità”. Il vantaggio di questa soluzione è evidente: mentre il robot salda in una cella, il pezzo successivo può essere preparato nell’altra. Questo si traduce nella massi- ma produttività con tempi ciclo elevati e carico e scarico die componenti in tempo mascherato. L-Peak, finora, non aveva mai realizzato alcuna cella di saldatu- ra laser robotizzata. Per questa prima volta, ha deciso di colla- borare con Stäubli e di utilizzare il robot antropomorfo modello TX2-160 L (con sbraccio di 2.010 mm) con una sofisticata testa di saldatura laser. “Stäubli è un marchio premium nel mondo della robotica con specifiche caratteristiche di precisione ed accuratezza che lo che mettono in primissimo piano per queste tipo di applicazioni - spiega la scelta Dalla Vecchia -. Inoltre, il suo raggio d’azione e la gestione del settimo asse ci permette di poter lavorare sempre nella posizione corretta anche su sal- dature di oggetti particolarmente grandi e complessi”. Il lay-out è stato studiato per avere una cella il più versatile pos- sibile. Nel caso di pezzi piccoli abbiamo le due celle adiacenti che, come detto, ci permettono di caricare e scaricare i pezzi in tempo mascherato. Ma nel caso di pezzi grandi, possiamo alzare la paratia che divide le celle e predisporre il robot per saldare pezzi lunghi fino a 4 m. FASE DELLA PROGRAMMAZIONE La flessibilità del sistema è ulteriormente enfatizzata dalla semplicità di programmazione, come spiega Dalla Vecchia: “I programmi vengono creati direttamente in macchina, con l’a- iuto di un joystick e di un PC industriale a bordo macchina che vengono integrati direttamente nel sistema. In questo modo è possibile effettuare tutte le prove di saldatura e di movimento del braccio. Una volta trovata il corretto set-up, l’operatore de- ve solo montare il pezzo sulla dima e avviare il ciclo di lavoro automatico”. Un aspetto significativo è l‘impiego del controllore robot CS9, che funziona come Master Ethercat. Questa caratteristica per- mette di gestire tutte le periferiche senza la necessità di un PLC aggiuntivo, evitando così tempi e costi di programmazione più elevati. Inoltre, il CS9 è in grado di gestire il settimo asse, po- sizionato su slitta, dando sempre la corretta posizione al robot durante la fase di saldatura. Il robot di saldatura lavora in due celle, l’asse lineare sposta il robot da una cella all’altra. Le tavole rotanti della cella possono essere programmate senza un PLC.

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