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83 GENNAIO/FEBBRAIO 2026 rmo PRIME DUE TECNOLOGIE L’acciaio viene prodotto negli altiforni. Il coke, un tipo speciale di carbone, è la principale fonte energetica utilizzata. Le emis- sioni di anidride carbonica derivanti dalla produzione di ac- ciaio sono di conseguenza elevate: per tonnellata di materiale vengono prodotte tra 1,6 e 2,2 tonnellate di CO 2 . L’ammoder- namento degli altiforni esistenti con tecnologie che catturano e immagazzinano il gas può ridurrne significativamente le emis- sioni. “La nostra analisi dimostra che queste tecnologie pos- sono ridurre le emissioni a breve termine perché la CCS con- sente l’ammodernamento di moderni impianti esistenti. A lungo termine, tuttavia, il potenziale di riduzione delle emissioni della CCS è insufficiente - ha aggiunto la ricercatrice del DLR Cari- na Harpprecht, che ha condotto lo studio del DLR insieme ai colleghi del dipartimento di Analisi dei Sistemi Energetici -. L’e- lettrificazione del processo produttivo è la strategia chiave per ottenere riduzioni di vasta portata delle emissioni”. L’idrogeno sostituisce il coke contenente carbonio. La produ- zione di ferro, utilizzando idrogeno ‘verde’ generato in modo so- stenibile, è considerata tecnologicamente promettente. L’idro- geno sostituisce il coke contenente carbonio. Di conseguenza, durante la produzione di ferro non si producono quasi emissioni di CO 2 . Un’altra alternativa è ancora agli inizi: l’elettrolisi diretta del minerale di ferro con elettricità, nota anche come ‘elettrovin- cita’. Presenta il vantaggio di utilizzare direttamente l’elettricità. Se l’elettricità viene utilizzata per produrre idrogeno mediante elettrolisi dell’acqua, l’efficienza energetica è inferiore e quindi l’impronta di CO 2 della produzione di ferro e acciaio è potenzial- mente maggiore. CONCENTRARSI SUL RICICLAGGIO Nel 2020, l’industria siderurgica globale produceva già circa 1.600 milioni di tonnellate di acciaio grezzo all’anno. Entro il 2060, la produzione globale di acciaio potrebbe aumentare fino a oltre 2.600 milioni di tonnellate all’anno. Alla luce di questo sviluppo, le emissioni globali annue di gas serra potranno es- sere ridotte solo fino al 67% entro il 2060 nello scenario migliore (da 3,4 gigatonnellate di CO 2 equivalenti all’anno nel 2020 a 1,2 gigatonnellate nel 2060). Le emissioni residue provengono prin- cipalmente dalle tecnologie CCS, che prevalgono nello scena- rio di ottimizzazione dei costi, ma il cui potenziale di riduzione delle emissioni a lungo termine è insufficiente. “Questo significa che nessuno scenario raggiungerà l’obiettivo di rimanere al di sotto del budget di emissioni di CO 2 stabilito in questo studio per l’industria siderurgica globale al fine di limitare l’aumento della temperatura a 1,5 gradi Celsius - ha indicato Carina Harp- precht -. L’industria siderurgica dimostra anche quanto saran- no importanti i prossimi dieci anni per la protezione del clima e quanto poco tempo rimanga per sviluppare e implementare ulteriormente nuove tecnologie. Gli elevati costi di investimen- to nell’industria siderurgica e la lunga durata degli altiforni esi- stenti, potenzialmente combinati con la CCS, pongono sfide importanti”. Se la produzione primaria di acciaio passasse all’idrogeno pro- dotto in modo sostenibile, le emissioni cumulative di gas serra dell’industria siderurgica potrebbero essere ridotte di un ulterio- re 15% stimato entro il 2060. Questo però non sarebbe ancora sufficiente a soddisfare il budget di CO 2 per l’obiettivo di 1,5 gradi in questo scenario. Il settore deve quindi raggiungere una defossilizzazione e una riduzione delle emissioni più rapide e drastiche, che vadano oltre i valori previsti negli scenari globali considerati. Una leva efficace per raggiungere questo obiettivo sarebbe quella di ridurre la produzione primaria di acciaio, po- nendo al contempo maggiore enfasi sul riciclo dell’acciaio. Che si tratti di idrogeno o di elettroestrazione, le alternative tec- nologiche per ridurre le emissioni nella produzione di acciaio aumentano notevolmente la domanda di energia elettrica da fonti rinnovabili. Secondo uno studio del DLR sull’industria si- derurgica tedesca, nel 2050 la domanda di energia elettrica del comparto nazionale potrebbe essere fino a quindici volte supe- riore a quella odierna. Il Centro Aerospaziale Tedesco (DLR) di Colonia ha presentato uno studio su come l’industria siderurgica mondiale possa ridurre le emissioni di CO 2 .

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