MECSPE26

SPECIALE IN FIERA MECSPE2026 21 A questo si aggiunge la crescita costante delle PMI innovative, che continuano a in- crementare la loro presenza e il loro peso specifico all’interno del panorama produtti- vo nazionale. In questo scenario, la mani- fattura si conferma non solo come ambito chiave per l’adozione di soluzioni digitali avanzate, ma anche come settore strategi- co per il futuro competitivo dell’Italia. Nel 2026, la Start-Up Factory si riconfer- ma spazio centrale all’interno di MecSpe: una vetrina di eccellenza per le giovani realtà imprenditoriali che propongono so- luzioni all’avanguardia per il settore ma- nifatturiero. L’area sarà animata da eventi, tavole rotonde e sessioni di networking pensate per favorire l’incontro tra start- up, investitori, aziende consolidate e attori dell’ecosistema innovativo, offrendo così al- le imprese strumenti concreti per rafforzare la propria competitività, affrontare la tran- sizione digitale e accelerare lo sviluppo di nuove idee. OPEN INNOVATION Negli ultimi anni le collaborazioni tra im- prese e start-up sono diventate sempre più frequenti: se nel 2018 vi ricorreva solo un terzo delle grandi aziende italiane, nel giro di sei anni la percentuale è quasi rad- doppiata, arrivando al 62%. Lo stesso vale per le iniziative di Open Innovation, attivate dall’88% delle realtà con oltre 250 dipen- denti e dal 98% di quelle con più di mille addetti. Il quadro dall’ultimo rapporto dello ‘Osservatorio Start-up Thinking’ del Politec- nico di Milano, l’innovazione aperta è un fe- nomeno ormai diffuso in Italia, con ulteriori margini di crescita in termini di impatto e valore strategico. L’Open Innovation si riferisce all’approccio attraverso il quale le imprese intercettano idee e risorse proprie abbinandole a quelle di altri soggetti, con l’obiettivo di sviluppa- re competenze tecnologiche, individuare nuove soluzioni e accelerare la crescita. Questo approccio si articola in due diretti- ve. Una è quella dell’Inbound Open Inno- vation che introduce nell’azienda stimoli dall’esterno, attraverso collaborazioni con università, incubatori e acceleratori, o stru- menti di Venture Capital. Si tratta dell’ap- proccio più diffuso in Italia. Altra direttiva è quella dell’Outbound Open Innovation. In questo caso si valorizza l’innovazione in- terna portandola fuori dal perimetro azien- dale, ad esempio attraverso Joint Venture o spin-off indipendenti. Secondo il Politecni- co di Milano, nel 2024 il 59% delle grandi aziende aveva un budget specifico per le iniziative inbound, rispetto al 38% del 2020. In questo senso le start-up risultano esse- re tra i soggetti più efficaci nel trasformare ricerca e sperimentazione in soluzioni di mercato. Infatti, esse nel 2024 risultano es- sere tra i partner esterni più utilizzati dalle grandi imprese, dopo università e società di consulenza, secondo il Politecnico di Mi- lano. Sempre nel 2024, le start-up innova- tive hanno realizzato un fatturato comples- sivo di 14,5 miliardi di euro (+8% rispetto al 2023) e un valore aggiunto di 3,7 miliar- di (+12%), come emerge da un’indagine pubblicata lo scorso anno da Assolom- barda. Queste cifre includono anche le ex start-up che, raggiunta la maturità, sono uscite dal registro delle imprese innovative. Nel periodo 2019-2024 entrambi gli indica- tori hanno fatto registrare una crescita qua- si continua: il fatturato medio annuo è più che raddoppiato, passando da 358.000 a 830.000 euro, così come il valore aggiunto medio, salito da 204.000 a 476.000 euro. Lo stesso vale per l’occupazione generata, particolarmente rilevante in settori strategi- ci per l’innovazione e la produttività del Pa- ese: oltre la metà degli addetti è impiegata in ambiti ad alta tecnologia della manifattu- ra o dei servizi, rappresentando il 4% della forza lavoro di questi comparti.

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