MECSPE26

SPECIALE IN FIERA MECSPE2026 27 do gennaio-settembre 2025 (ultimo dato disponibile), sono risultati: Stati Uniti (2.384 milioni di euro, -3,1%); Germania (1.703 mi- lioni, -7,9%), Francia (1.153 milioni, - 4,8%), Spagna (752 milioni, +3,2%), Polonia (730 milioni, +18,8%). Le consegne sul mercato interno sono tornate a crescere attestando- si a 17.080 milioni di euro (+5,3% rispetto all’anno precedente), sostenute dalla ripre- sa del consumo domestico di macchinari cresciuto a 27.270 milioni di euro (+4,8%). Il 2026 dovrebbe essere stazionario. Secon- do le previsioni, infatti, il fatturato si dovreb- be attestare a 51.850 milioni di euro, dun- que perfettamente in linea con il valore del 2025. L’export dovrebbe rimanere in campo negativo, scendendo a 34.550 milioni di eu- ro (-0,6%). Le consegne dei costruttori italiani do- vrebbero registrare una debole crescita dell’1,3%, arrivando a quota 17.300 milioni di euro, trainate dal consumo domestico che, in virtù di un incremento dell’1,2%, do- vrebbe salire a 27.600 milioni di euro. COMMENTODEL PRESIDENTE Bruno Bettelli, presidente di Federmacchi- ne, ha così commentato: “dopo gli anni di grande espansione, l’industria italiana co- struttrice di beni strumentali si è trovata ulti- mamente a fare i conti con una condizione di instabilità geopolitica profonda e genera- lizzata. Di ciò ne ha risentito il nostro export e, di conseguenza, il fatturato di comparto. Crisi della Germania, dazi di Trump, conflit- ti in Ucraina e in Medioriente, chiusura del mercato cinese e rafforzamento della ca- pacità manifatturiera del Paese del Drago- ne sono gli elementi che rendono davvero complicata la nostra attività oltreconfine”. Anche per tale ragione c’è profonda preoc- cupazione in merito all’incertezza che aleg- gia intorno all’accordo UE-Mercosur. L’area rappresenta, infatti, un mercato di oltre 270 milioni di consumatori, con una domanda in crescita di beni strumentali, soluzioni industriali, macchinari, tecnologie per l’e- nergia, l’agroindustria, le infrastrutture e la manifattura avanzata. “Rinunciare a questo sbocco - ha proseguito Bruno Bettelli - si- gnificherebbe indebolire la competitività delle nostre imprese e lasciare spazio ai concorrenti esteri. Per molti prodotti indu- striali italiani, tra cui quelli ad alto contenuto high-tech come i macchinari, oggi penaliz- zati da dazi elevati, l’intesa consentirebbe un accesso più equo e competitivo ai mer- cati di Argentina, Brasile, Paraguay e Uru- guay, rafforzando le esportazioni e creando valore lungo le filiere”. NUOVO SEGRETARIO GENERALE Federmacchine ha nominato Gian Paolo Crasta muovo segretario generale, succedendo ad Alfredo Mariotti dopo oltre trent’anni di attività al servizio del sistema dei beni strumentali italiani. Gian Paolo Crasta, 46 anni, è attualmente direttore generale di Acimac e Ucima. La nomina di Crasta si inserisce in un percorso di continuità e rafforzamento dell’azione di Federmacchine, che rappresenta l’intero comparto dei beni strumentali italiano, un settore strategico per l’industria nazionale che genera complessivamente oltre 50 miliardi di euro di fatturato annuo, con una forte proiezione sui mercati esteri.

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