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ALBERTI UMBERTO Srl Via Gorizia, 37 21047 Saronno (VA) Tel. +39 02 96703586 [email protected] www.albertiumberto.com www.heads4future.com A più di 45 anni dalla nascita della prima testa angolare Alberti, l’azienda saronnese ha pensato di riprogettare completamente l’interno dei suoi storici prodotti al fine di creare un prodotto più efficiente. La nuo- va linea NEO, così è stata chiamata, ha un cuore tecnologico completamente rivisita- to; il design esterno è stato aggiornato at- traverso un restyling fatto per essere anco- ra più aderente alle soluzioni richieste dai clienti. Un lavoro iniziato un paio d’anni fa che ha richiesto uno sforzo non indifferen- te da parte dell’ufficio tecnico che aveva il doppio obiettivo: quello di aumentare le performance di prodotto e parallelamente unificare il più possibile i particolari interni per diminuire le scorte e migliorare così an- che le tempistiche di consegna. LANUOVA LINEANEO Nello specifico la nuova linea è stata pen- sata per rispondere alle nuove esigenze di mercato che vogliono prodotti sempre più performanti, in termini di potenza, veloci- tà, ma soprattutto affidabilità. In particola- re, sono stati studiati dei nuovi ingranaggi, con un modulo maggiorato, che potessero aumentare la potenza dell’attrezzatura e un sistema di trascinamento, senza la chia- vetta, per offrire maggior resistenza allo stress durante le lavorazioni. Inoltre, tutte le nuove teste angolari hanno la predispo- sizione per la refrigerazione interna a 100 bar, e insieme la possibilità di rotazione a secco. I vantaggi della nuova linea NEO sono percepibili sia dal cliente in termini di performance di prodotto, sia dalla pro- duzione stessa. A livello componentistico, infatti, tutti i modelli (T90, TCU e THR) della stessa grandezza utilizzeranno gran parte dei componenti uguali. Per esempio, è sta- ta prevista una sola chiave per ghiera per facilitare la chiusura dell’utensile. Le teste NEO sono la somma di tutta l’esperienza maturata dall’azienda negli anni e rappre- sentano il 100% della qualità che contrad- distingue il nome Alberti. TRA STANDARD E SPECIALI Oggi l’offerta completa include una gam- ma di oltre 350 teste angolari disponibili a catalogo, della linea NEO, e non solo, ol- tre alle soluzioni High Speed per le lavo- razioni specifiche ad alta velocità e quelle della serie Ultraslim, per le applicazioni in spazi molto ridotti, più le soluzioni custom. La produzione si divide quindi tra i prodotti standard, che rappresentano un 70% cir- ca e da un buon 15% da prodotti speciali realizzati su specifiche richieste dei clienti. Da sempre la forte capacità di personaliz- zazione e la versatilità delle teste angolari Alberti, sono state decisive per il successo dei prodotti dell’azienda, poiché in grado di prestarsi bene per lavorazioni di fresatura, maschiatura e foratura, a differenza delle altre tecnologie presenti sul mercato. La proposta vincente di Alberti vede un approccio a 360° che parte dall’analisi delle necessità del cliente, che viene va- lutata e studiata dal personale tecnico in- terno e dai responsabili dell’officina e poi viene preparata una soluzione completa, che comprende la simulazione 3D nel pez- zo, il prodotto finito e, in alcuni casi, anche la messa in macchina del pezzo, e una tempestiva assistenza post-vendita. Ma questo non basta. La Alberti Umberto oggi guarda al futuro continuando a investire in innovazione dei prodotti e delle linee produttive. Per tene- re il passo con l’evoluzione delle moderne macchine, tutti i prodotti sono costante- mente aggiornati e inoltre 2 anni fa è stato fatto un importante investimento in una nuo- va isola robotizzata, che consente di effet- tuare molteplici lavorazioni in minor tempo e in modalità non presidiata e recentemen- te è stata acquistata una macchina per la stampa 3D, con l’obiettivo di incrementare ulteriormente la produzione dello standard e di accelerare la produzione di pezzi spe- ciali particolarmente complessi. Una panoramica di teste della Umberto Alberti. 34 SPECIALE IN FIERA MECSPE2026 Alcune teste della linea NEO e un’isola robotica. Publiredazionale

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