ITALIA50_25
34 \ 2025 principali linee di intervento da mettere in cam- po: il rafforzamento delle risorse destinate al tra- sferimento tecnologico, specie per costi di pro- tezione della proprietà intellettuale, formazione del personale e potenziamento degli organici. E la revisione del modello organizzativo, centraliz- zando il coordinamento delle attività degli istitu- ti più piccoli e garantendo maggiore flessibilità operativa a quelli più grandi, anche attraverso la creazione di società di diritto privato controllate dalle università. I COMPETENCE CENTER I Competence Center (CC) sono nati nel 2018 per supportare le imprese, in particolare le PMI, nel processo di adozione di tecnologie di- gitali avanzate. Si profilano come partenariati pubblico-privati fra università, centri di ricerca, imprese ed enti pubblici, col fine di operare come intermediari tra il mondo della ricerca e quello delle impre- se. Il bando di costituzione, emesso dal Mimit, ha selezionato 8 CC, 7 dei quali localizzati nel Centro-Nord. Monica Andini, Francesco D’Amuri, Andrea Linarello e Giulia Mattei accendono un focus sulla realtù dei CC italiani, aventi il compito di gestire programmi di trasferimento tecnologico sia attraverso progetti di congiunti tra istituzioni pubbliche e private, sia attraverso lo sviluppo di soluzioni innovative per le imprese. Mettono infatti a disposizione delle aziende laboratori, strumenti, supercalcolatori e linee produttive pilota dotate di attrezzature all’a- vanguardia per testare e sperimentare nuove tecnologie prima di procedere all’investimento su larga scala nei loro stabilimenti. Svolgono inoltre attività di formazione, orientamento, as- sessment della maturità digitale delle imprese e assistenza nella partecipazione a bandi per finanziamenti. Le risorse stanziate dal Mimit a valere su fon- di propri o su dotazioni del Pnrr ammontano a 186 milioni per il periodo 2019-2025, di cui il 30% per la copertura delle spese di costitu- zione e funzionamento, mentre il restante 70% erogato prevalentemente tramite bandi ad im- prese sotto forma di compartecipazione o per servizi prestati dal CC stesso. I CC appaiono fortemente dipendenti dallo stanziamento di fondi pubblici, il che pone il problema del loro rifinanziamento una volta esaurite le risorse Pn- rr. In base ai dati del Registro Nazionale Aiuti (RNA), l’importo medio erogato alle imprese at- traverso bandi è stato pari a 50.000 euro; per tutti i centri una quota significativa dei fondi è allocata ad imprese con sede nella regione (o regioni) di riferimento; prevalgono inoltre le allo- cazioni verso le piccole imprese e operanti nei servizi. I CC si inseriscono a loro volta in un pa- norama variegato e capillare di altre strutture, col rischio a volte di una sovrapposizione che può favorire la dispersione delle risorse desti- nate alla transizione digitale. IL ‘PROFESSOR PRIVILEGE’ La normativa del ‘Professor privilege’ è stata introdotta in Italia con Legge 18 ottobre 2001, n. 383 (la cosiddetta Tremonti-bis). In sostanza, la disciplina attribuiva la titolarità dei diritti patrimoniali derivanti dalle invenzioni dei ricercatori universitari direttamente ai professori, e non all’università o all’istituto di ricerca. Pochi anni più tardi, però, tramite Dl n. 30 del 10 febbraio 2005, la scelta del regime di ‘titolarità individuale’ è stata ridimensionata: con l’introduzione del Codice della Proprietà Industriale (CPI) si escludeva la titolarità in capo al ricercatore dei diritti sull’invenzione qualora quest’ultima fosse stata finanziata da privati, ovvero realizzata nell’ambito di specifici progetti di ricerca finanziati da soggetti pubblici diversi dall’università, ente o amministrazione di appartenenza dell’inventore. Da ultimo è intervenuta la Legge n. 102 del 24 luglio 2023 che, nel quadro di una più ampia riforma del Codice della Proprietà Industriale, ha abolito il ‘professor privilege’, e introdotto la disposizione che prevede la possibilità per gli enti pubblici di ricerca e le università di dotarsi di Uffici di trasferimento tecnologico con il compito di promuovere la valorizzazione dei titoli di proprietà industriale, nell’ottica di una più stretta collaborazione tra il mondo della ricerca universitaria e quello dell’impresa.
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy Mzg4NjYz