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29 progettare 467 • gennaio / febbraio 2025 scita più elevati a livello globale (+42% tra il 2013 e il 2022). Dal 1992, l’Asean è un’area di libero scambio, con accordi simili stipulati anche con Paesi vicini comeAustralia, Cina, Corea del Sud e Giappone. LaThailandia ha un peso significativo all’interno di questa area, innanzitutto perché è uno dei mem- bri fondatori dell’Asean e di conseguenza svolge un ruolo chiave sia politicamente che economicamente. Nel 2022, il PIL della Thailandia ha raggiunto i 536 miliardi di dollari, diventando la seconda economia più grande della regione. La sua posizione geografica strategica la rendeunhub ideale per le imprese che operano in tutta l’area Asean, beneficiando delle moderne infra- strutture, come il porto di Laem Chabang e l’aeroporto Suvarnabhumi di Bangkok. Il Paesepromuoveattivamente l’integrazione economica, facilitando il commercio e gli investimenti attraverso accordi di libero scambio all’interno dell’Asean. La Thailan- dia è dunque un centro manifatturiero di primaria importanza in Asia, con un forte impegno verso lo sviluppo sostenibile. È attivamente coinvolta in iniziative ambien- tali, promuovendo le energie rinnovabili e unamigliore gestione delle risorse naturali. Questo sviluppo è guidato da un Piano Strategico che negli anni ha migliorato notevolmente le infrastrutture del Paese, rendendolo sempre più competitivo a li- vello globale. La Thailandia vanta anche una retedi telecomunicazioni avanzata, con 4G e 5G disponibili nella maggior parte del Paese, e un sistema sanitario di eccellenza conforme agli standard internazionali. Investimenti stranieri LaThailandia è conosciuta per la sua ‘faci- lità di fare impresa’, classificandosi al 21º posto su 190 paesi secondo un’analisi della Banca Mondiale, mentre l’Italia si trova al 58º posto. Il Paese offre un alto livello di competenze tecnologiche e professionali, e le sue zone industriali rappresentanoun’op- zione strategica per le aziende che vogliono stabilirsi localmente. Settori come quello automobilistico sono fiorenti, con aziende come BMW, Ford e Nissan che producono numerosi modelli inThailandia. Attorno ai distretti industriali si sono sviluppate reti di fornitori che producono i componenti necessari alla fabbricazione di automobili, rendendo l’industria automobilistica un importante motore economico. Anche altri settori, come quello dei piccoli elettrodomestici, sono in forte espansione. Marchi globali comeSamsungemultinazio- nali italiane come Luxottica e Ducati hanno scelto di stabilire siti produttivi inThailan- dia, dimostrando il crescente interessedelle aziende italiane per il mercato Asean. Il settore dell’economia digitale inThailan- dia è in rapido sviluppo, con previsioni di crescita significativa entro il 2030. Questi dati evidenziano come il miglioramento delle infrastrutture di comunicazione e l’e- spansione dell’economia digitale stiano rendendo sempre più semplice operare nel Paese. Vi sono infrastrutture di classe mondiale che includono 68 parchi industriali, cin- que porti principali e un porto in acque profonde. Inoltre, la Thailandia vanta una tecnologia digitale avanzata e una solida catenadi approvvigionamento, rendendola un hub fondamentale per l’industria. La forza lavoro è altamente qualificata, con talenti pronti a supportare lo sviluppo di queste industrie: il governo thailandese ha recentemente avviato un ‘piano educativo’ volto ad aumentare il numero di talenti nei settori ad alta tecnologia, tra cui veicoli Le aziende italiane stanno dimostrando un crescente interesse per la Thailandia. Dal 2019 al 2023, sono stati investiti circa 420 milioni di euro da imprese italiane nel Paese.
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