PRO_467

51 progettare 467 • gennaio / febbraio 2025 SPECIALE INDUSTRIA NAUTICA nel settembre 2023, presso la Edwards Air Base Usaf in California, è avvenuto il primo combattimento tra un F16 guidato da un sistema AI e un F16 pilotato da un umano. L’intelligenza artificiale ha affrontato auto- nomamente, con successo, il pilota umano durante una simulazione di combattimento al vero. L’aereo ha deciso autonomamente basandosi su dati storici e contestuali, se- gnando un punto di svolta per la difesa e influenzando profondamente tutta la base industriale. Il comparto navale, l’AI e la simulazione Perché è importante nel settore marittimo? Perché questa trasformazione è in atto ovunque, indipendentemente dal domi- nio di riferimento, e il settore navale non farà eccezione. La tradizionale distinzio- ne tra applicazioni civili e militari si sta rapidamente dissolvendo, spingendo la simulazione a evolversi per mantenere la sua rilevanza nel lungo periodo. I futu- ri simulatori dovranno integrare sistemi autonomi sia militari sia civili, scalando verso scenari sempre più complessi, strati- ficati ed eterogenei rispetto a quelli attuali. Questo richiederà l’uso di dati in tempo reale e la capacità di rappresentare una vasta gamma di casi d’uso, risponden- do alle esigenze della base industriale e supportando la gestione di una mole di conoscenze in continua crescita. In questo contesto, la simulazione deve evolversi per mantenere un ruolo centrale, supportando attivamente quella che si profila come una profonda transizione tecnologica e cultura- le. Il suo compito sarà formare e supportare equipaggi, pianificatori, progettisti e ana- listi, poiché ogni giorno emergono nuovi e dirompenti concetti operativi, spesso impensabili fino a poco prima. Uno dei paradigmi più promettenti è il MUM-T (Manned-unmanned teaming), che preve- de operazioni congiunte tra mezzi pilotati e autonomi. Già ampiamente consolidato in ambito aeronautico, questo approccio ha il potenziale di rivoluzionare anche il settore marittimo, migliorando l’efficacia di missioni come la lotta antincendio, il soccorso, la sorveglianza e il controllo del traffico. L’integrazione tra piattaforme autonome e umane ridefinirà i modelli di addestramento e influenzerà profonda- mente progettazione e operatività. Navi senza equipaggio Lloyd’s Register ha classificato i livelli di autonomia in ambito marittimo, da navi totalmente condotte da equipaggi umani ad assetti autonomi. Ciascun livello rap- presenta un graduale passo verso l’auto- nomia totale, con crescenti implicazioni tecniche, normative, economiche e assicu- rative. L’adozione di navi senza equipaggio comporterà cambiamenti significativi nel settore marittimo, con opportunità e sfide in termini di tecnologia e sicurezza, solle- vando molteplici questioni che richiedono un nuovo approccio normativo. In primo luogo, si trattadi ripensare la responsabilità legale: senza equipaggio umano a bordo, chi sarà responsabile degli incidenti? So- no necessarie nuove regole in materia di assicurazione e responsabilità. In termini tecnici e tecnologici, per quanto riguarda interoperabilità e standardizzazio- ne, è essenziale garantire che le navi auto- nome possano operare in modo sicuro in acque internazionali, indipendentemente dal paese di registrazione o dalla bandiera battente. Infine, la cybersecurity tra tutti è il tema più spinoso perché, a una maggiore autonomia corrisponde, potenzialmente, una maggiore vulnerabilità verso minacce informatiche. Il futuro vedrà un’integra- zione crescente dei veicoli autonomi nelle operazioni condotte da umani, con centri di comando e controllo interconnessi in tempo reale per gestire risorse distribuite. La simulazione non servirà solo per l’adde- stramento, ma anche per affinare ConoPs e TTPs, ovvero i concetti operativi, le relative procedure, tecniche e tattiche necessarie per metterli in atto, offrendo un banco di prova per qualsiasi scenario. Interazione uomo-macchina Un aspetto chiave nella collaborazione tra uomo e macchina è la fiducia. Mentre gli esseri umani comunicano principalmente attraverso segnali non verbali, le tecnolo- gie di elaborazione del linguaggio naturale (NLP) consentono già oggi un’interazione efficace con le macchine.Tuttavia, la nostra capacità intuitiva di interpretare segnali sottili saràmessa alla prova quando intera- giremo con veicoli privi di istinto biologico per collaborare. Sarà essenziale imparare a leggere questi nuovi spazi interpretati- vi, considerandoli anche come fenomeni prossemici. Dovremo studiare e sviluppare metodi preventivi di disambiguazione e simbiosi per interagire in modo efficiente, armonioso e naturale. Il linguaggio nascosto, che caratterizza la comunicazione umana, consente di capirsi al volo e di leggere le altre persone ope- rando una decodifica inconscia, che igno- riamo razionalmente, ma che determina la maggior parte delle nostre scelte. Questa decodifica si trasmette attraverso le nostre azioni con l’istinto. Il problema della fiducia e della percezione è così sentito che oggi, X-Gear, dispositivo indossabile e utente in fase di interazione con la realtà aumentata.

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