PRO468
25 progettare 468 • MARZO 2025 termini di sostenibilità ambientale. Senza dimenticare che le nuove frontiere spaziali che prevedono il ritorno dell’uomo sulla Luna così come altri progetti, potranno aprire le porte allo sfruttamento di minerali rari essenziali per le sfide della transizione energetica. La continua evoluzione dei trend tecnologici e commerciali del settore – dalla miniaturizzazione dei satelliti alla diffusione dei micro-lanciatori – contri- buisce a garantire la fattibilità economica delle operazioni spaziali. In questo contesto, un ruolo di crescente importanza è giocato dall’Intelligenza Ar- tificiale che, oltre a migliorare velocità e qualità dell’analisi di immagini che dallo spazio giungono a terra, è parte integrante dei sistemi spaziali; integrata a bordo di sa- telliti riduce la quantità di dati da trasferire e conservare; con la gestione autonoma di diverse attività nelle operazioni satellitari e la robotica nelle esplorazioni spaziali ridu- cono l’intervento umano; la progettazione e il collaudo dei veicoli spaziali ottimizza il comportamento del veicolo spaziale in varie condizioni; fino alla sicurezza dove gli algoritmi dell’AI migliorano la capaci- tà di rilevare e rispondere a minacce di cybersecurity. Innovazioni tecnologiche come i lanciatori stampati in 3D e la pro- gettazione assistita da computer hanno inoltre permesso di migliorare l’efficienza produttiva, riducendo la complessità dei veicoli spaziali e abbattendo i costi e i tempi di lancio. USA e Cina davanti alla UE Nonostante le grandi potenzialità, le aree di miglioramento e i ritardi europei nei confronti dei principali competitor interna- zionali – su tutti Stati Uniti e Cina – sono ancora diversi. L’Unione Europea sconta, infatti, un gap competitivo che ha diverse radici: un accesso limitato ai finanziamenti, soprattutto nelle fasi avanzate di sviluppo, e ai contratti pubblici; una forte competi- zione internazionale, soprattutto da parte di imprese americane e cinesi che benefi- ciano di maggiori investimenti e supporto governativo; finanziamenti nella ricerca e sviluppo ancora troppo contenuti. Il gap europeo negli investimenti privati è stimato in 10 miliardi di euro per i prossimi 5 anni. Le imprese italiane de- vono far leva sull’eccellenza tecnologica, sull’alta qualità e professionalità della forza lavoro, sulla capacità di fare filiera e lavorare tutte insieme per colmare quel gap non solo fra i confini europei, ma anche internazionali, per accrescere la propria competitività e, conseguente- mente, redditività e sostenibilità. Per farlo è necessario semplificare soprattutto le modalità d’accesso al credito per poter re- alizzare gli investimenti, in particolare per le imprese di piccola e media dimensione e per le tante start-up che caratterizzano il settore, e fare formazione per mantenere e accrescere il valore umano e professio- nale degli occupati e trattenerlo (ancora una volta favorendone gli investimenti) dalla concorrenza internazionale.
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