PRO469
39 progettare 469 • APRILE 2025 SPECIALE INDUSTRIA OIL&GAS contempo di abbattere le emissioni, ciò in linea con gli obiettivi della transizione energetica”. Infine, c’è una forte spinta verso l’ottimizzazione dei costi. L’impiego di soluzioni più smart e flessibili, come gli attuatori elettrici, permette di intervenire su impianti già esistenti senza doverli ri- progettare da zero. In linea anche l’intervento di Barioni: “Il comparto offre un ampio scenario di sfide anche intense; la sicurezza e la riduzione di emissioni ne sono due validi esempi. Per quanto riguarda la sicurezza, per natura stessa dei processi, esistono diversi pas- saggi che possono essere particolarmente rischiosi: dall’estrazione alla lavorazione, passando per i trasporti intermedi stessi. L’obiettivo, in tal senso, è quello di rendere più sicuro l’intervento dell’essere umano e non solo. Un altro importante fronte è quello del mean time to maintenance/ repair, è fondamentale, infatti, attuare stra- tegie in grado di aumentare gli intervalli di tempo. Monitorare e preservare i sistemi in maniera strategica può rendere sempre meno necessarie determinate operazioni”. In questo frangente lo sviluppo di tecno- logie dei robot e dei droni, insieme all’af- fidabilità e all’autonomia dei sistemi e dei loro componenti, sono sempre viste con particolare interesse. La sfida verso la ri- duzione delle emissioni, a partire dalla CO 2 , ha dato un’ulteriore spinta alla tendenza di rendere tutta la catena produttiva e gestio- nale sempre più efficace. Anche l’analisi dei dati di produzione, e di come questa avviene, è diventata un’area di particolare interesse che va di pari passo con la rete dei sensori che devono essere sempre più ‘intelligenti’. Conclude questo scenario di prospettiva tecnologica Grosso: “Tra le sfide che pos- siamo vedere dal punto di vista delle no- stre tecnologie di additive manufacturing c’è soprattutto quella di abilitare nuove applicazioni. Ci sono tante applicazioni, specialmente in un settore come questo che è fatto di componenti di grandi di- mensioni e ad alto valore aggiunto, in cui l’Additive Manufacturing e in particolar modo la tecnologia Direct energy depo- sition potrebbe essere molto profittevole, ma per le quali questa tecnologia non è ancora stata testata”. E prosegue: “Parlo della possibilità di realizzare componenti di grandi dimensioni in maniera sempre più delocalizzata e vicino al sito del loro utilizzo finale, ma anche di applicazioni di riparazione di componenti ad alto valore aggiunto, che si inserisce in un’ottica di sostenibilità, così come il rivestimento di strumenti, come ad esempio utensili di perforazione, con metalli più resistenti al fine di allungarne il ciclo di vita”. Soluzioni e tecnologie PrimaAdditive propone nuove applicazioni e l’AdditiveManufacturingpotrebbe essere la soluzione più adatta. L’impresa piemon- tese crea applicazioni chepossanoessere le piùverticali possibile sulle esigenzedell’uti- lizzatore, configurando i prodotti standard, come per esempio la cella robotizzata Ianus, in base alle esigenze, scegliendo la sorgente laser più adatta, il processo migliore (per esempio tra polvere e filo co- me materiale di partenza). Eventualmente aggiungendo l’automazionenecessariaper rendere il processo semprepiù scalabile. La missiondi PrimaAdditive, infatti, èquelladi scalare l’Additive Manufacturing nella pro- duzione industriale. Per questo l’azienda è sempre alla ricerca di casi d’uso innovativi chepossanodiventare applicazioni scalabi- li. Di conseguenza, l’invito a tutti gli utenti di scambiare informazioni per capire come introdurre questa tecnologia all’interno del proprio contesto produttivo. Gli scambiatori della serieEMX, di Costante Sesino, sono stati concepiti per essere in- stallati all’aperto in zone dove la concentra- zione di salinità dell’aria è elevata ed è alto il rischio di esplosione. I componenti sono i seguenti: radiatore in alluminio con trat- tamento di anodizzazione anticorrosione (Swaat test secondo norme Astm G 85-94 Annex A3); telaio in acciaio inossidabile Aisi 304 verniciato; motore elettrico trifase 400 V 50 Hz o 460 V 60 Hz norme Atex IP; 56 categoria 2G protezione Ex-d classeT4 Gruppo IIB e rete di protezione in acciaio inossidabile. Bosch Rexroth ha sviluppato una gamma di soluzioni innovative per accompagna- re il settore subsea verso la transizione all’elettrico. Un esempio è l’eSEA Torque, attuatore elettrico per valvole rotative che, con un’alimentazione di soli 48W, è in gra- do di operare fino a 4.000 m di profondità. Questo dispositivo rappresenta un enorme passo in avanti in termini di efficienza e sicurezza, permettendo di sostituire i tradi- zionali sistemi idraulici con un’alternativa
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