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30 progettare 470 • MAGGIO 2025 fino alla distribuzione dell’idrogeno. Nella maggior parte dei casi, l’ecosistema com- prende anche gli impianti di generazione di energia pulita con cui alimentare gli elettrolizzatori. Inoltre, è previsto che l’idrogeno prodotto vada a servire di- versi settori, dalla mobilità all’industria, consentendo ai poli di produzione di condividere infrastrutture, e quindi costi, dando il via a virtuosi modelli di collabo- razione a livello locale. Infine, i progetti devono avere una concreta possibilità di realizzazione, escludendo le proposte che rischiano di rimanere solo sulla carta. I finanziamenti europei A livello europeo, il sostegno alle Valli dell’Idrogeno è un tassello essenziale della politica di sviluppo di una filiera dell’idrogeno verde. Le Hydrogen Valley sono state identificate nel piano RePowe- rEU come essenziali per espandere l’e- conomia dell’idrogeno in Europa, perché riuniscono la produzione di idrogeno pulito, lo stoccaggio dell’idrogeno stesso e la distribuzione per gli usi finali, cre- ando allo stesso tempo catene di valore regionali. Una forte spinta alla diffusione dell’i- drogeno arriva anche dagli ‘Importanti Progetti di Interesse Comune Europeo’ (Ipcei), progetti di cooperazione europea in cui le aziende, gli Stati membri e la Commissione Europea, lavorano insieme per raggiungere un obiettivo comune. In tema di idrogeno sono stati approvati l’Ipcei Hy2Tech (nel luglio 2022) dedicato allo sviluppo di nuove tecnologie legate all’idrogeno, l’Ipcei Hy2Use (nel settem- bre 2022) incentrato sulle applicazioni dell’idrogeno nel settore industriale e l’I- pcei Hy2Infra (nel febbraio 2024) dedicato allo sviluppo di poli regionali dell’idroge- no che contribuiscono alla creazione di una rete UE dell’idrogeno. Quest’ultimo prevede che i sette Stati membri coinvol- ti forniscano fino a 6,9 miliardi di euro di finanziamenti pubblici, l’importo di aiuti più elevato approvato finora per gli Ipcei nel campo dell’idrogeno (l’Ipcei Hy2Tech prevedeva 5,4 miliardi di euro complessi- vi per 15 Paesi, l’Ipcei Hy2Use 5,2 miliardi di euro complessivi per 13 Paesi). Ci si aspetta che il finanziamento dell’Ipcei Hy2Infra riesca a sbloccare ulteriori 5,4 miliardi di euro di investimenti privati, per un totale di oltre 12 miliardi di euro. Le Hydrogen Valley in Europa Oltre alla Banca europea dell’idrogeno, la Commissione Europea riserva parti- colare attenzione alla Clean Hydrogen JU nell’avvio del concetto di Hydrogen Valley. Per questo ha stanziato altri 200 milioni attraverso RePowerEU, per rad- doppiare il numero di Hydrogen Valleys in Europa entro il 2025. Fino ad oggi, la Clean Hydrogen JU ha sostenuto 18 progetti relativi alle valli dell’idrogeno verde in 17 Paesi europei (17 progetti sono ancora in corso), con un investi- INCHIESTA Primo treno a idrogeno in una Hydrogen Valley È pronto a partire già entro la fine di quest’anno il primo treno a idrogeno in Italia. Il convoglio diventerà protagonista della prima Hydrogen Valley italiana in Valcamonica, lungo la linea non elettrificata Brescia-Iseo-Edolo, e andrà a sostituire gli attuali treni a diesel. Il progetto è parte del ‘Green hydrogen for the decarbonisation of Valcamonica’, programma che punta proprio a realizzare la prima valle dell’idrogeno verde nel nostro Paese, e nasce dal lavoro congiunto tra Alstom, FNM-Ferrovienord e Trenord. Il primo treno a idrogeno è basato sul modello del treno regionale elettrico Coradia Stream di Alstom, rivolto al mercato europeo e già prodotto da Alstom in Italia, nello stabilimento di Savigliano (Cuneo). Il Coradia Stream a idrogeno sarà in grado di percorrere 600 km e sfruttare le linee non elettrificate in sostituzione dei treni che utilizzano combustibili fossili, avrà 260 posti e sarà il primo treno a zero emissioni dirette di CO 2 per l’Italia dotato di celle a combustibile a idrogeno. Il primo treno a idrogeno prenderà servizio in Valcamonica, nella prima Hydrogen Valley italiana. Hydrogen Valley. Un progetto che prevede, tra le altre cose, la realizzazione di tre impianti di produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno rinnovabile senza emissioni di CO 2 – a Brescia, Iseo e Edolo – e la messa in servizio di 40 autobus ad idrogeno in sostituzione dell’intera flotta oggi utilizzata da FNM Autoservizi.

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