PRO473

28 progettare 473 • OTTOBRE 2025 mente, nel 2023, un mercato di 623 mln di euro. Aumenta la stima del fatturato medio, che è di 2,61 mln di euro, con un incremento dovuto principalmente ad un piccolo numero di incubatori di grandi dimensioni, poiché la mediana, decisa- mente inferiore, è di 0,71 mln. Numeri di tutto rispetto, tenendo conto che il feno- meno è abbastanza recente, in quanto il 69% di queste strutture è stata costituita negli ultimi dieci anni; circa il 54% si trova nell’Italia settentrionale, con la Lombardia che ospita il maggior numero di hub, il 23%del totale, seguita da Emilia-Romagna e Lazio con il 11%. Delle 239 organizzazioni sparse sul territorio nazionale, solo 49 finora risultano certificate (ovvero iscritte all’apposita sezione speciale del Registro delle imprese, che impone il rispetto di determinati requisiti ex lege). In virtù del ruolo che ricoprono gli incuba- tori/acceleratori, anche le grandi aziende corporate e le università hanno iniziato a creare i loro incubatori/acceleratori, tanto che si parla di ‘incubatore universitario’ se una determinata università esercita una posizione di controllo sulla specifica organizzazione. Quanto a natura giuridica, gli incubatori (usiamo un termine univo- co per comodità) possono avere forma privata, pubblica oppure misto pubbli- co-privata. Un ‘bridge’ fra Nord e Sud In tale cornice nasce un progetto per certi aspetti dirompente, che potrebbe gettare le basi per colmare il secolare gap tra le parti estreme dello Stivale. Creare un ‘bridge’ tra Nord e Sud, fra le regioni a forte vocazione industriale del settentrione e le aree meno sviluppate (ma in grado di fornire dei sorprendenti stimoli per la realizzazione di “meta progetti” che incrociano le rispettive competenze) del meridione. L’input è stato lanciato dal Polo Meccatronica Valley di Termini Imerese, insediamento industriale in provincia di Palermo e il primo candidato a salire a bordo è il bresciano Polo Innovativo, che ha tra gli obiettivi l’apertura di un proprio hub entro quest’anno presso il polo sici- liano. Gli accordi, anzi, sono già a buon punto, come confermato da un meeting svoltosi nel mese di maggio per definire i termini di un protocollo d’intesa bilaterale INCHIESTA Polo Meccatronica Valley “La nostra idea - spiega il vicepresidente del Polo Meccatronica Valley, Enzo Catenacci (nella foto) - è che la Sicilia rappresenti non tanto il sud dell’Italia, quanto il centro del Mediterraneo, considerato che Palermo offre un hub logistico di rilievo; è dotata di aeroporto, collegamenti ferroviari ed altre infrastrutture”. Il Polo siciliano sta lavorando nell’ottica di un “ponte” che accorci il divario Nord-Sud e Brescia rappresenta chiaramente un’area molto interessante dal punto di vista industriale. “Tre sono le direttrici del progetto – annuncia Catenacci -: la costituzione di una regia condivisa, tra noi e il Polo Innovativo, volta anche ad innovare e valorizzare l’archeologia industriale; un protocollo d’intesa che vada nella direzione di trasportare la meccatronica nel Bresciano, ancora piuttosto carente sotto questo aspetto. Intendiamo, inoltre, creare uno sportello “Brescia” all’interno della nostra piattaforma e, viceversa, un nostro punto nel Polo Innovativo bresciano”. Un vero presidio fisico, con un apposito Centro studi che aiuti a riorientare le azioni sulla base degli indicatori delle rispettive competenze territoriali verso nuovi benchmark competitivi. In tale visione, centrale è il concetto di ‘democratizzazione dell’innovazione’. “Vogliamo rendere accessibile l’innovazione tecnologica anche a chi non ne avrebbe la possibilità, attraverso la condivisione di esperienze ed un approccio estremamente etico, ponendo grande attenzione a tutti i temi della sostenibilità, del welfare e della salute pubblica”, conclude.

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