PRO474

51 progettare 474 • NOVEMBRE/DICEMBRE 2025 SPECIALE INDUSTRIA AEROSPACE o IPC Class 3 che ne definiscono forma e dimensione massima. Si tratta dunque di oggetti che rispettano le indicazioni e- lencate nell’Ecss, il vademecum europeo che indica le linee guida per le tecnologie destinate ad applicazioni spaziali atte a garantire tra l’altro la resistenza a shock e vibrazioni, l’idoneità dei materiali im- piegati, e ancora il superamento dei test EMC per la compatibilità elettromagneti- ca dei sistemi elettronici”. Su questo fron- te, Servotecnica sta quindi investendo anche per rafforzare le proprie strutture e capacità interne, con l’arrivo di nuovi banchi prova entro la fine di quest’anno che consentiranno di eseguire i test dei componenti in range operativi più estesi, ricreando condizioni di vuoto e di vuoto in temperatura, o in intervalli di tempe- ratura più ampi, da -50 a +200 °C e oltre. Banchi prova che al contempo serviran- no anche a rafforzare le capacità di test per i tradizionali componenti industriali, ma che daranno altresì una validazione preliminare della buona realizzazione delle tecnologie per lo Spazio, fornendo un’importante indicazione in vista di ulteriori prove condotte presso società esterne, con range applicativi più ampi richiesti dalle certificazioni finali per gli utilizzatori nel settore aerospaziale. producono in poche unità. Il mercato spaziale oggi è pertanto orientato quasi tutto verso i satelliti, dove ci sono interes- santi prospettive, con dispositivi grandi come automobili ma anche piccoli satelliti grandi quanto un PC, come ad esempio i CubeSats, che vengono lanciati in grandi quantità con un vettore per poi aprirsi in orbita con sistemi chiamati Sada, Solar array drive assemblies”. Certificazioni e investimenti Ad accomunare le tecnologie per lo spa- zio offerte da Servotecnica è quindi l’o- mologazione ai severi requisiti richiesti per queste applicazioni. “Quando si parla di TRL, ogni livello implica la risponden- za della tecnologia a una serie di test e requisiti - specifica Protti -. Ciò significa che le tecnologie che proponiamo alle aziende del settore aerospace hanno superato i vari test per degassing, ossia che l’oggetto immerso nel vuoto non liberi gas, così come i test relativi ai ci- cli di vita e quelli sui componenti SMD nelle elettroniche. Inoltre, nelle saldature tra componente e board, le eventuali microbolle d’aria devono essere limitate al massimo e devono rispettare le indi- cazioni degli standard Ecss (European Cooperation for Space Standardization) fino al 20%, mentre le normali batterie per queste applicazioni possono essere scaricate solo fino all’80% e poi vanno ricaricate con i pannelli. Completano la proposta ESI Motion gli attuatori rotativi, che offrono ai costruttori nell’aerospace un pacchetto completo e assemblato con TRL 8, che include motore, encoder - in questo caso costruito internamente - e riduttore. Una soluzione molto compatta pronta da integrare nei sistemi spaziali, facilitando moltissimo il lavoro di certifi- cazione. Servotecnica è quindi in grado di proporre nel settore Spazio anche i rotary joint, realizzati in conformità ai requisiti richiesti dalle applicazioni spaziali, con alcune proposte di progetto già in cor- so con le maggiori agenzie spaziali. “Il segmento al quale rivolgiamo il nostro interesse è quello dei satelliti - dice Go- marasca -. Sebbene infatti veicoli spaziali e telescopi diano ottima visibilità, se ne L’offerta di Servotecnica per lo Spazio include i rotary joint della Diamond.

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