PRO476

25 progettare 476 • MARZO 2026 La proprietà intellettuale rappresenta un fattore chiave per la crescita economica e l’occupazione in Italia. Difendere l’ec- cellenza italiana nel mondo è una priorità strategica della recente riforma della Farnesina che, con un’azione coordinata a livello nazionale, bilaterale, europeo e internazionale, mira a sostenere attiva- mente la tutela dei diritti di proprietà in- dustriale, contrastando anche il fenome- no dell’Italian Sounding (giuridicamente e legalmente diverso dalla contraffazione, ma quasi altrettanto insidioso). La rifor- ma, operativa da gennaio 2026, mira a potenziare significativamente il sostegno alle imprese italiane all’estero, anche nella lotta alla contraffazione. Il tema è stato al centro dell’incontro ‘La tutela delle imprese italiane sui mercati esteri. La rete internazionale a supporto della Proprietà Industriale’, organizzato dalla Direzione Generale per la promo- zione del Sistema Paese della Farnesina nell’ambito della decima edizione della Settimana Anticontraffazione, insieme all’Agenzia ICE ed in collaborazione con l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (Uibm) del Ministero delle imprese e del Made in Italy. A sviscerarlo a tutto tondo un parterre composto da esperti nazionali e internazionali, associazioni di categoria e imprese, insieme per confrontarsi sulle strategie di contrasto alla contraffazione, sulla valorizzazione dell’autenticità dei prodotti italiani e sulla condivisione di buone prassi. A tale scopo si rivela pre- zioso il supporto che le reti diplomatiche, gli uffici ICE e le organizzazioni di settore all’estero possono fornire alle aziende italiane con strumenti concreti per la salvaguardia della proprietà industriale, durante le attività di esportazione o di in- sediamento in nuovi mercati, nel quadro delle priorità individuate dal Piano per l’Export e della diplomazia della crescita. Lavorare a sistema “Noi amiamo lavorare a sistema, sia con gli altri ministeri sia con le forze dell’or- dine, in particolare per quanto riguarda la lotta alla contraffazione e all’Italian Sounding. All’estero è molto più difficile, perché dobbiamo usare l’arma diplo- matica e sperare anche di avere degli ordinamenti giuridici che ci consentano di farlo – ha spiegato AmedeoTeti, diret- tore generale del Dipartimentomercato e tutela del Ministero delle Imprese e del Made in Italy -. Ricordo che, fin dal 2002- 2003, davanti ai primi grossi problemi di questo genere, proponevamo in alcuni Paesi (a cominciare dagli Stati Uniti) di lavorare con una doppia protezione di proprietà industriale, cioè facendo in modo che il marchio del prodotto fosse speculare all’altra faccia della medaglia delle IGP. Dopo i primi importanti casi da risolvere, subito dopo che la Cina era entrata nel WTO, i marchi hanno comin- ciato a depositare i design e i modelli, tant’è che il nostro ufficio ogni anno riceve almeno 1200 nuove richieste. Del Passaporto digitale del prodotto Il Passaporto Digitale del Prodotto (DPP) è una sorta di “carta d’identità” digitale che traccia tutte le informazioni di un prodotto lungo il suo intero ciclo di vita (origine, materiali, produzione, impatto ambientale, riparazione, riciclo). Si tratta di uno strumento che sfrutta codici QR, chip NFC o tag RFID per identificare un prodotto e fornire dati aggiornati in tempo reale. Accessibile appunto tramite QR code o tag, mira a promuovere trasparenza e sostenibilità, aiutando gli utenti pubblici e privati a prendere decisioni più informate, ed è parte del quadro normativo UE per l’economia circolare. Il DPP fornirà ai prodotti coinvolti un’identità univoca, collegata a una o più fonti di dati, permettendo alle parti interessate - consumatori, operatori economici, autorità competenti - di condividerli e accedervi più facilmente. Il Passaporto Digitale del prodotto si applica a prodotti fisici, immessi sul mercato dell’Unione europea. Tra le categorie che dovranno andare progressivamente a regime, rientrano tessili e pneumatici (2027), mobili (2028), materassi (2029). Le batterie rappresentano il primo settore che è stato regolamentato, in base al Regolamento 2023/1542. Per i prodotti intermedi, abbiamo ferro e acciaio (2026), alluminio (2027). L’obiettivo è estenderlo gradualmente a tutti i beni fisici immessi nel mercato UE, con l’introduzione prevista a partire dal 2026/2027 per le categorie prioritarie, onde aumentare trasparenza, sostenibilità e circolarità. Amedeo Teti direttore generale Dipartimento mercato e tutela del Ministero delle Imprese e del Made in Italy Lorenzo Galanti direttore generale Agenzia ICE I PRO TA GO NISTI

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