PRO476
31 progettare 476 • MARZO 2026 Lodi progetta e realizza componentimecca- nici destinate a essere impiegati nel settore agricolo, industriale e delle costruzioni. L’azienda nasce nel 1958, ma le sue radici affondanomolto prima, all’inizio del secolo scorso. Tutto parte da Luigi Lodi, non- no dell’attuale generazione, che lavorava come fabbro alla Landini Trattori, storica realtà di Fabbrico, oggi parte del Gruppo Argo Tractors. “Mio nonno lavorava nel reparto fabbri della Landini, in un’epoca in cui i trattori eranomacchine interamente di ferro, rumorose e poco ecologiche. Venen- do dalla bassa Reggiana, è sempre stato immerso nel mondo agricolo”, racconta Claudio Lodi, CEO di Lodi SpA. Spinto dal desiderio di mettersi in proprio e di creare qualcosa per la famiglia, Luigi apre una piccola bottega artigiana. Ma i tempi erano difficili: “Lavorava tanto, ma i clienti spesso non pagavano. Alla fine, dovette tornare in Landini”, continua il CEO. La svolta arriva quando la Landini, entrata in partnership con la Massey Ferguson, decide di chiudere il reparto fabbri. È allora che Luigi coglie la sua seconda occasione: porta con sé la sua esperienza e coinvolge i quattro figli, tra cui il padre dell’attuale direzione, per dare vita a una nuova im- presa familiare. Dai cancelli ai trattori Negli anni Sessanta e Settanta Lodi lavo- ra prevalentemente conto terzi, soprat- tutto per Landini Trattori ma anche per clienti privati. “Facevamo un po’ di tutto: cancellate, ferratura dei cavalli, carpen- teria leggera: il classico lavoro del fab- bro di una volta”, precisa Claudio Lodi. Poi arrivano i primi contratti importanti nel settore agricolo: SameTrattori diventa il secondo grande cliente. È l’inizio di una collaborazione duratura che porta Lodi a un salto di qualità: non più solo esecutori, ma partner di co-design. “Abbiamo inizia- to a progettare insieme ai nostri clienti, a studiare i prodotti. È da lì che sono nati i nostri primi reparti tecnici interni, dedicati al disegno e alla qualità”, continua. Alla fine degli anni Novanta Lodi cambia passo e porta sul mercato i propri pro- dotti. Da semplice fornitore conto terzi diventa un fornitore OEM (Original Equi- pment Manufacturer), con componenti che finiscono direttamente sulle linee di montaggio dei grandi marchi agricoli. “Forniamo componenti di sicurezza e strut- turali per i principali brand del settore agricolo e del material handling. Il nostro prodotto rimane meccanico, ma i processi che lo generano si sono profondamente evoluti”, conferma Lodi. Già a metà degli anni ’80 l’azienda installa i primi robot di saldatura. Dagli anni 2000 in poi arriva la vera automazione integrata: robot collaborativi, linee automatizzate, e successivamente anche un reparto di cata- foresi e verniciatura, rarità nel settore. Oggi Lodi è una realtà completamente Industry 4.0, con macchine collegate a un sistema MES che monitora in tempo reale l’intera produzione. “Stiamo digitalizzando anche la parte operativa delle persone: manuten- zione, facility, HR. La digitalizzazione non riguarda solo la produzione, ma l’intera azienda”, aggiunge il CEO. Fino al 2023 l’ufficio acquisti era composto da una sola persona. “L’aumento della complessità produttiva ci ha spinto a cre- scere. Oggi siamo tre, e abbiamo scelto di introdurre Iungo per gestire meglio la pianificazione, li ordini e i rapporti con i fornitori”. Con il passaggio dal modello a lotti di produzione a quello one-piece-flow, Claudio Lodi, CEO di Lodi SpA.
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