PRO477
28 progettare 477 • APRILE 2026 SCENARI L’Industrial Accelerator Act rap- presenta un insieme organico di misure pensate per rafforzare la competitività della manifattura nell’ambitodell’UnioneEuropea. Serve un canale privilegiato per i prodotti costruiti nel vecchio continente. Ma non solo FRANCO ASTORE Anche se rimandato più volte dalla Com- missione europea, l’ultimo appuntamento si è svolto lo scorso marzo. L’Industrial Accelerator Act rappresenta un insieme organico di misure pensate per raffor- zare la competitività della manifattura nell’ambito dell’Unione Europea, in un contesto globale segnato da transizione ecologica, rivoluzione digitale e crescente competizione geopolitica. L’obiettivo prin- cipale dell’iniziativa è rilanciare la capacità produttiva europea, sostenere l’innova- zione tecnologica e ridurre le dipendenze strategiche da altri Paesi, favorendo al contempo occupazione qualificata e co- esione territoriale. La prospettiva in atto è quella del ‘buy european’ rimarcando una preferenza, questo è il termine cor- retto, preferenza, a beni industriali e non, prodotti in Europa. Ma, a oggi, non tutti i Paesi sono d’accordo. Il rilancio del mani- fatturiero sembra più complesso. Secondo le ultime informazioni, il compromesso tra i vari Paesi dell’Unione ha fatto sì che pos- sano considerarsi come prodotti europei anche quelli realizzati in alcuni Paesi amici. Questo acceleratore si concentra sul luogo di produzione, non sulla nazionalità dell’a- zienda.Vediamo allora in quale perimetro i provvedimenti pensati dalla Commissione potrebbero essere funzionali allo scopo. Sostegno agli investimenti Uno dei pilastri fondamentali dell’Indu- strial Accelerator Act è il sostegno agli investimenti industriali ad alto valore ag- giunto entro il 2035. Il pacchetto prevede strumenti finanziari dedicati, tra cui ga- ranzie pubbliche, incentivi fiscali e fondi per la capitalizzazione delle imprese, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese che costituiscono l’ossatura del tessuto produttivo europeo. L’obiettivo è facilitare l’accesso al credito, ridurre il rischio degli investimenti innovativi e ac- celerare l’adozione di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale, la robotica e la manifattura additiva. Ma non è tutto. Una delle norme sarà il principio secondo cui i contributi pubblici saranno consentiti solo se almeno il 70% dei componenti di una macchina avranno una provenienza europea. Stesso discorso vale per i prodot- ti al 25% in alluminio e l 30%per lematerie plastiche. La manifattura dell’Unione eu- ropea vale circa 2,5 mila miliardi di euro. Nel 2018, il valore della produzione italiana È tempo di rilanciare la manifattura europea
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