PRO477

29 progettare 477 • APRILE 2026 era di 977,5 miliardi di euro, pari al 14,1% del totale UE-27, dietro la Germania (2.021 miliardi, 29%) e davanti alla Francia (922,3 miliardi, 13,3%). Dopo un calo del 2,0%nel 2023 e del 4,0% nel 2024, la produzione manifatturiera italiana hamostrato segnali di moderato recupero nella primametà del 2025. Alla luce dei repentini cambiamenti di assetti geopolitici in atto, secondo le prime anticipazioni, l’Industrial Accelera- tor Act si propone di invertire il declino manifatturiero UE, puntando a raggiun- gere il 20% del PIL entro il 2035, attraver- so misure di semplificazione normativa, investimenti e requisiti ‘made in Europe’ negli appalti pubblici, in particolare quote obbligatorie di materiali a basso impatto ambientale per plastica, acciaio e allumi- nio come già citato. Il Fondo europeo per la competitività avrà una capacità di 234 miliardi di euro e comincerà a operare dal 2028 come segnalato da da Economia del Corriere della sera. Transizione verde Una seconda colonna strategica riguarda la transizione verde. L’atto promuove la decarbonizzazione dei processi produttivi attraverso incentivi per l’efficienza energe- tica, l’elettrificazione industriale e l’utilizzo di fonti rinnovabili. Sono previsti meccani- smi di sostegno per la riconversione degli impianti ad alta intensità energetica e per lo sviluppo di filiere strategiche legate alle tecnologie pulite, come batterie, idrogeno verde e componentistica per le energie rin- novabili. In questo modo, la politica indu- striale si integra con gli obiettivi climatici, trasformando la sostenibilità in un fattore di competitività. Un ulteriore elemento centrale è la semplificazione normativa. L’Industrial Accelerator Act mira a ridurre gli oneri amministrativi e ad armonizzare le procedure autorizzative tra gli Stati membri, accorciando i tempi per l’avvio di nuovi impianti o per l’ampliamento di quelli esistenti. La creazione di “sportelli unici” e di percorsi accelerati per progetti considerati strategici contribuisce a rende- re l’Europa un ambiente più attrattivo per gli investitori industriali. Formazione e competenze Questo ambizioso programma porta gran- de attenzione anche alle competenze. Il rafforzamento della manifattura europea richiede una forza lavoro altamente quali- ficata: per questo sono previsti programmi di formazione e riqualificazione profes- sionale, in collaborazione con imprese, Università e centri di ricerca. L’obiettivo è colmare il divario di competenze digitali e tecniche, favorendo l’occupabilità e soste- nendo l’innovazione. Infine, l’Industrial Ac- celerator Act promuove la resilienza delle catene del valore, incentivando la diversi- ficazione delle forniture e il rafforzamento della produzione interna di componenti critiche come, per esempio, i microchip. Attraverso partenariati pubblico-privati e progetti specifici, l’iniziativa punta a costru- ire un networking industriale più integrato e meno vulnerabile da eventi esterni. Nel complesso, l’Industrial Accelerator Act si configura come una strategia ambizio- sa per rilanciare la manifattura europea, combinando competitività, sostenibilità e autonomia strategica in una visione di lungo periodo. Infine, ma non per questo meno importante, le rappresentanze sociali europee (CES Confederazione europea dei sindacati) hanno sottolineato che ilmade in Europe deve avere l’obiettivo di portare po- sti di lavoro di qualità, rafforzare la produ- zione industriale e garantire la sicurezza e il futuro dell’economia continentale Come riportato da A&F de la Repubblica. Inoltre, deve considerare il sostegno dei lavoratori. I concorrenti globali stanno impiegando investimenti pubblici importanti, strategie industriali e chiare garanzie di produzione. L’Europa deve rispondere adeguatamente. La capacità industriale europea dovrà so- stenersi non a discapito dei diritti e delle tutele occupazionali dei lavoratori.

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