RMO_265

13 GENNAIO/FEBBRAIO 2025 rmo numerici dal 1977, nata e cresciuta affiancando il polo tecnologi- co della macchina utensile di Piacenza, per il quale il fondatore Alessandro Dreoni realizzò i primi azionamenti SCR in Italia. Su richiesta di un noto costruttore piacentino, il giovane ingegnere si dedicò quindi al progetto di sviluppare un proprio controllo nu- merico, gettando le basi per quello che fu lo Z16, divenuto poi l’odierno Z32. Con Nino Giannoni, sales manager di D.Electron, ripercorriamo il lungo cammino di successo dell’azienda, fino alle ultime novità presentate alla 34.BiMu dello scorso ottobre. SVILUPPO ATTENTO ALLA COMPATIBILITÀ Dalla nascita a Firenze fino ad arrivare ai giorni nostri, D.Electron è cresciuta moltissimo e oggi l’azienda è in grado di offrire un pacchetto completo per la macchina utensile, andando dal controllo numerico basato su sistema operativo Linux chiamato Florenz ai componenti per la console, quindi tastiera, monitor e PC front-end. L’offerta include poi periferiche per la gestione di ingressi e uscite, dal semplice ingresso e uscita digitali a son- de analogiche e non, trasduttori di misura e azionamenti digitali da 3 A fino a 200 A, con anche versioni a 230 A sviluppate per applicazioni particolari. Il singolo azionamento può gestire indi- pendentemente un servomotore o un motore mandrino di varie tipologie. Con il medesimo hardware, grazie all’elevata flessibi- lità con cui è stato pensato il controllo, è possibile gestire anche assi lineari o motori torque. L’azienda offre inoltre una serie di protocolli di comunicazione per colloquiare con il mondo ester- no, in linea con il mondo di Industria 4.0, con un protocollo di comunicazione proprietario chiamato EPS o tramite OPC UA, consentendo di attingere completamente ai dati del CN per ri- portarli a gestionali di officina o altri sistemi superiori. D.Electron commercializza inoltre cavi di segnali di potenza per mandrini e per motori asse, oltre a motori asse e motori mandrino forniti da terzi, riuscendo così a confezionare un pacchetto d’offerta vera- mente a tutto tondo. “Questa proposta è stata sviluppata negli anni tenendo sempre un occhio anche alla compatibilità con il passato - spiega quindi Giannoni -, con l’obiettivo di garantire sempre alle aziende che si rivolgono a noi la possibilità di retrofit alla minima spesa, permettendo loro di trasformare un vecchio sistema Z32 in uno nuovo, aggiornando il meno possibile la par- te software e sostituendo ovviamente la componente hardware. L’adattabilità in questo senso è il grande punto di forza del no- stro CNC”. Questa, unita alla propensione all’ascolto delle richie- ste delle aziende, in passato ha portato ad esempio D.Electron a creare una nuova scheda di regolazione per il Siemens Simo- drive 611, adatta ai nuovi protocolli di comunicazione del con- trollo numerico, per consentire alle aziende di poter continuare a gestire la potenza Siemens e tutta la parte di ingresso e uscita degli I/O delle macchine quando la tipologia di schede origina- ria venne a mancare sul mercato. Altro esempio dell’importante servizio offerto dall’azienda, quando nel 2012 il controllo Selca cessò praticamente di esistere, D.Electron nel giro di tre mesi seppe creare un emulatore del CN Selca che a tutt’oggi funzio- na nello Z32 installando una determinata opzione, consentendo di eseguire programmi di lavoro nativi Selca senza bisogno di apportare modifiche o conversioni. L’operatore già formato può così continuare a lavorare come se avesse davanti un controllo Selca, potendo anche apportare modifiche manuali o program- mare utilizzando delle macro-istruzioni Selca. Nino Giannoni, sales manager di D.Electron, e con Nicola Dreoni allo stand dell’azienda in BiMu.

RkJQdWJsaXNoZXIy Mzg4NjYz