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plessi attraverso il deposito progressivo di strati di materiale. Ciò è possibile con la stampa 3D partendo da un generico modello digitale e con l’aggiunta sequenziale di materiale strato-su-strato, mediante un software dedicato noto come ‘slicer’, che ‘affetta’ let- teralmente il modello tridimensionale per generare la sequenza di istruzioni necessarie. Questo tipo di processo si rivela fondamen- tale nel comparto medicale per la progettazione di attrezzature, protesi ortopediche o di altro tipo, non solo in ambito ospedaliero, ma anche nel settore emergente della veterinaria. È stato, questo, uno dei temi su cui si sono accesi i riflettori all’ultima edizione di BiMu, nel convegno promosso con Aita “Le sfide all’integrazione delle tecnologie additive nel mondo medicale”. ANTICIPARE LE CRITICITÀ “Aita, l’associazione italiana di tecnologie additive - riferisce En- rico Annacondia, coordinatore di Aita - ha istituito il Gruppo di la- voro Biomedicale, il cui perimetro di ricerca si va sempre più am- pliando. Ricordo che Aita è nata per rappresentare gli interessi dei player del settore (aziende produttrici ed utilizzatrici, fornitori di tecnologie abilitanti, centri di servizio, università e centri di ri- cerca, ecc.), favorendone il dialogo con enti, istituzioni ed altre associazioni industriali, al fine di fare conoscere e sviluppare le tecnologie additive e la stampa 3D”. Oggi, le tecnologie additi- PROTAGONISTI ENRICOANNACONDIA coordinatore AITA-ASSOCIAZIONE ITALIANE DI TECNOLOGIE ADDITIVE STEFANIAMARCONI coordinatore 3D4MED LAB DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA ELEONORA ATZENI professoressa di Tecnologie e Sistemi di produzione POLITECNICO DI TORINO MIRKORADICE responsabile servizio di Odontoiatria e Chirurgia maxillofacciale DENTALVET PAOLOGIANOGLIO Amministratore delegato OMECO BENEDETTAONEDA Technician Metallurgical Analysis Department OMECO 55 GENNAIO/FEBBRAIO 2025 rmo
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