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24 NEL SECONDO TRIMESTRE CRESCONOGLI ORDINI Nel secondo semestre dell’anno gli ordinativi di macchine utensili vedono il seno positivo. La crescita del 22% è determinata in gran parte dalla raccolta sul mercato dmestico Nel secondo trimestre 2025, l’indice degli ordini di macchine utensili elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Uci- mu segna un incremento del 22% rispetto al periodo aprile- giugno 2024. Il risultato è stato determinato dall’incremento registrato dalla raccolta ordini sia sul mercato estero che in- terno. In particolare, gli ordini raccolti sul mercato domestico hanno segnato un incremento del 70,3%, rispetto al secondo trimestre del 2024, per un valore assoluto di 54,0. Sul mercato estero la raccolta commesse è risultata in crescita del 9,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. COMMENTO DEL PRESIDENTE Riccardo Rosa, presidente di Ucimu, ha affermato: “anche questa ultima rilevazione dell’indice Ucimu conferma l’anda- mento positivo della raccolta ordini che i costruttori italiani di macchine utensili rilevano da quattro trimestri consecutivi. No- nostante ciò, le preoccupazioni restano perché le condizioni di contesto peggiorano con il passare dei mesi”. In merito alle nuove aliquote daziali da parte degli USA per i prodotti di provenienza EU, il presidente aggiunge: “Ancora una volta noi imprenditori del manifatturiero dobbiamo man- tenere i nervi saldi e attendere gli sviluppi, ben sapendo che l’atteggiamento del presidente degli Stati Uniti è a dir poco im- prevedibile. La guerra all’export Made in Europe sarebbe una penalizzazione pesantissima non solo per l’Area Euro ma an- che per gli USA e per la popolazione in particolare. Dunque, confidiamo nella capacità di dialogo delle autorità di Bruxel- les nel ricondurre Trump ad una negoziazione ragionevole. A questo punto però non possiamo più prescindere da un piano alternativo nel caso in cui il dialogo non porti ai risultati spera- ti”. Il protrarsi di questa situazione alimenta incertezza “che, non posso che ribadirlo, è il primo fattore di blocco agli inve- stimenti in tecnologie di produzione non solo con riferimento al mercato statunitense. La situazione è ormai generalizzata, impatta su tutte le filiere in cui siamo presenti, in tutti quei mer- cati che esportano beni sull’altra sponda dell’oceano; penso all’automotive, alla meccanica varia, alla componentistica”, indica Rosa. “A fronte dell’enorme lavoro che stanno facendo le imprese per differenziare mercati e settori di sbocco, chiediamo alle autorità europee di accelerare sulla pianificazione di accordi di libero scambio con paesi che stanno vivendo, o si accin- gono a vivere, una lunga stagione di sviluppo, a partire dall’A- frica e da alcune aree dell’Asia - spiega -. Ma parallelamente chiediamo un intervento forte per limitare la burocrazia a favo- re dei player economici che risiedono e operano nel Vecchio Continente così da liberare tutte le potenzialità che il nostro vero mercato interno, l’UE, può ancora esprimere”. Strettamente connesso è il tema dell’automotive. “Alle autori- tà di Governo italiane chiediamo si facciano portavoce nelle sedi europee della necessità di un ripensamento dei tempi e delle modalità con cui assicurare la neutralità dell’impatto sull’ambiente del settore che più di ogni altro ha sostenuto lo sviluppo dell’Europa - conclude -. Non siamo contrari alla transizione verso forme di mobilità alternative all’endotermico ma riteniamo che questo passaggio debba essere affrontato senza pregiudizi: facendo valere il principio di neutralità tec- nologica, fissando gli obiettivi di riduzione delle emissioni e lasciando libero il mondo delle imprese di scegliere le tecnolo- gie per raggiungerli”. IN BREVE rmo SETTEMBRE 2025

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