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15 NOVEMBRE/DICEMBRE 2025 rmo propensione all’innovazione e dalla rapidità nel reagire ai cam- biamenti dei mercati a livello globale, grazie alle competenze e alla flessibilità dei collaboratori che negli anni hanno contribuito in modo importante allo sviluppo di sempre nuove tecnologie. Riper- corriamo le tappe salienti della storia di Tecnofirma con il presi- dente Alessandro Goi e il direttore generale Francesco Goi. 75 ANNI DI INNOVAZIONE Le radici di questa storia affondano nel 1950 con la fondazione di Rotofinish Italiana, realtà che grazie alle licenze americane di Rotofinish importò nel nostro Paese la tecnologia della sbavatu- ra di massa dei metalli. Negli anni ’60, l’azienda immette sul mercato anche i primi im- pianti di lavaggio, su licenza Ranschoff, seguiti a breve dai pri- mi impianti di verniciatura. La divisione era nata sotto la direzio- ne di Giorgio Nironi, ai tempi uno dei maggiori esperti nel tratta- mento delle superfici. Dato il successo della parte impiantistica, nel 1972 si decise di cambiare il nome della società: da Roto- finish a Tecnofinish. Intanto, nel 1968 Alessandro Goi era en- trato in azienda come impiegato di secondo livello, diventando dirigente della parte impiantistica nel 1972. Nel 1983, l’azienda viene quindi acquisita dalla tedesca Metallgesellschaft e, dopo solo un anno, Alessandro Goi e Carlo Morone, rispettivamente direttore generale e presidente di Tecnofinish, avanzano la pro- posta di acquistare la divisione impianti della Tecnofinish. Il 1° gennaio 1985 nasce così ufficialmente Tecnofirma, ovvero ‘tecnologia firmata’, rilevando nell’operazione gli allora 30 di- pendenti della divisione impianti, appoggiandosi a Tecnofinish per quanto riguardava locali e amministrazione. La seconda generazione della famiglia Goi entra poi in azienda a metà anni ’90, prima con Giovanna nel 1994, poi con Francesco nel 1996. Dal 2000, con il ritiro di Morone, la famiglia Goi è sola alla guida dell’azienda. Insediata agli esordi nella sede di Birone di Giussano, l’azienda ha trasferito i propri spazi a Monza, in viale Elvezia, nel 1990, completando nel 2018 l’acquisto dell’intero stabile in cui ha tutt’oggi la propria sede. DIFFERENZIAZIONE TECNOLOGICA La storia di Tecnofirma è scandita da una serie di evoluzioni tecnologiche, come ricorda il presidente Alessandro Goi: “Nel 1992 siamo stati la prima azienda nel nostro settore a ottenere la certificazione ISO 9001. Una delle tappe fondamentali nella storia di Tecnofirma è stato quindi sicuramente il passaggio alla tecnologia di sbavatura ad alta pressione, nel 1999. Fino ad al- lora si lavava infatti impiegando 3, 10 o 20 bar di pressione”. Il passaggio ai 350 bar avvenne allora grazie a una collaborazio- ne con il Politecnico di Milano. “Due furono le esperienze che portarono a questa evoluzione - continua -: la prima fu Embra- co, produttore di compressori frigo, che avendo cambiato il tipo di solvente nei compressori necessitava di una pulizia molto più forte. La seconda fu l’industria automobilistica, che stava intro- ducendo un importante cambiamento: fino ad allora, le auto fa- cevano il rodaggio, sostituendo l’olio dopo i 1.500 km per elimi- nare i trucioli rimasti nel motore. In quegli anni si iniziò invece a impiegare soluzioni di lavaggio molto spinte, con pressioni dai 350 ai 600 bar, inaugurando una nuova era di lavatrici industria- li che potevano rimuovere le bave all’interno del motore”. Altro importante momento fu l’introduzione della verniciatura con cottura UV, che consentì a Tecnofirma di crescere nel settore del lighting, quindi fari e parabole per l’automobile, ancora oggi tra i business per cui è maggiormente riconosciuta. Altra tappa cru- ciale riguarda quindi il passaggio alla mobilità elettrica, come spiega il direttore generale Francesco Goi: “Intuendo che era in vista una transizione importante nel settore auto, decidem- mo a inizio anni 2000 di porre particolare attenzione allo svilup- po dell’impregnazione. Il motore a combustione è infatti il re dei prodotti degli impianti di lavaggio, e quando cominciò a venire messo in discussione a favore dell’elettrico combinammo le no- stre competenze nelle macchine di lavaggio con quelle degli im- pianti di verniciatura, sviluppando la divisione delle macchine di impregnazione per motori elettrici, realizzando nel giro di cinque anni un’intera linea di macchine”. Questo permise a Tecnofirma di approfittare del trend quando i costruttori iniziarono a investire nell’elettrico. “Il forte investimento messo in campo fu insieme un rischio e una scommessa vinta - ricorda il direttore generale -, in quanto se per i primi anni non portò risultati, poi ci premiò e con- L’headquarter Tecnofirma di Monza e un impianto realizzato.

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