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10 rmo GENNAIO/FEBBRAIO 2026 INCHIESTA Il rallentamento economico e l’instabilità geopolitica pesano sui conti della siderurgia. Preoccupano il costo di energia, materie prime e semilavorati, insieme al ridotto valore aggiunto dei prodotti. Se il 2025 ha visto un’ulteriore contrazione dei risultati, per la ripresa si guarda alla seconda parte del 2026. Lo rileva l’analisi ‘Bilanci d’Acciaio’ a cura dell’Ufficio Studi siderweb LUCA ROSSI Dopo un 2023 di frenata rispetto al biennio 2021-2022, nel 2024 la siderurgia italiana si è conferma in rallentamento. I bilanci delle aziende del comparto hanno riflettuto la persistente com- plessità del contesto economico e geopolitico, caratterizzato da un rallentamento della domanda e da una diminuzione della produzione siderurgica a livello globale. I principali indicatori sono risultati, quindi, in frenata. In particolare, il fatturato del set- tore ha subito un ridimensionamento del 9%; il valore aggiunto è sceso del 15% e gli utili del 30%; l’Ebitda è calato del 29%. È quanto è emerso dall’analisi ‘Bilanci d’Acciaio 2025’, lo studio di siderweb che indaga in chiave strategica e prospettica i ri- sultati economico-finanziari della filiera siderurgica, attraverso la lettura e l’interpretazione dei dati dei bilanci di esercizio del triennio 2022-24. Giunto alla 17^ edizione, lo studio è realizza- to dall’Ufficio Studi siderweb in collaborazione con i professori Claudio Teodori e Cristian Carini dell’Università degli Studi di Brescia. L’analisi riguarda i bilanci di 1.764 imprese di produ- zione, prima trasformazione, centri servizio e distribuzione di BILANCI D’ACCIAIO
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