RMO273

11 GENNAIO/FEBBRAIO 2026 rmo acciaio ed è completata da un sondaggio relativo al 2025 e alle prospettive a breve termine. Dopo un 2025 influenzato da diver- se criticità, geopolitiche e congiunturali, e con prezzi in calo per buona parte dell’anno, a causa dalla latenza della domanda, le speranze di ripresa della filiera siderurgica sono proiettate nella seconda parte del 2026. REDDITIVITÀ E SOLIDITÀ Dopo i cali riscontrai nel 2023, nel 2024 il settore ha assistito a un ulteriore ridimensionamento sia dei ricavi (-9,1%) sia del valore della produzione (-8,4%). L’incidenza del valore aggiunto sul fatturato si è assestata al 14,7%. Nel periodo analizzato - 2022-2024 - la riduzione media del fatturato è stata del 12,1%. A rivelarsi come fattore indispensabile per la filiera è soprattutto il tema del valore aggiunto, elemento cruciale per mantenere alti i livelli di competitività delle aziende e permettere loro di proporre sul mercato prodotti dalle caratteristiche distintive. Questa contrazione ha avuto un impatto evidente sull’Ebitda. Nel triennio analizzato, il comparto ha perso quattro punti per- centuali di incidenza sulle vendite. Questa perdita è causata da un minore assorbimento del costo del lavoro dovuto quasi esclusivamente alla minore attività. La gestione patrimoniale ha visto un ridotto peggioramento che, come si fa notare nell’analisi, è da leggere comunque in ‘po- sitivo’ perché si è interrotta la sua preoccupante crescita dello scorso anno. Invece, mentre l’impatto degli oneri finanziari ten- de verso l’alto e si posiziona sopra l’1%, il reddito netto incide in misura contenuta sulle vendite. Rispetto a quelli della redditività, gli indici di solidità, che hanno orizzonti di medio-lungo temine, hanno mostrato oscillazioni più contenute. In questo senso, rispetto all’anno precedente il rap- porto di indebitamento è risultato stabile, pari all’unità. Questo significa l’invarianza della composizione della struttura finan- ziaria. Nel triennio 2022-2024 c’è stato un progressivo miglio- ramento dovuto sia alla riduzione dei debiti sia all’incremento dei mezzi propri, con il capitale investito che ha presentato va- riazioni ridotte. L’unico elemento negativo è la diminuzione del- la sostenibilità economica del debito, ovvero l’impatto a conto economico degli oneri finanziari. Per il 2026 ci si attende una svolta verso una condizione più sostenibile. ATTESE PER IL FUTURO Il 2024 ha presentato un quadro economico, nel complesso, non soddisfacente. Il 2025 non ha dato sensibili segnali di ripre- sa: nei primi 9 mesi dell’anno, la produzione mondiale di accia- io è scesa dell’1,6% secondo worldsteel (quella italiana, invece, è cresciuta del 3,2% tendenziale, dati Federacciai), le previsio-

RkJQdWJsaXNoZXIy Mzg4NjYz