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55 GENNAIO/FEBBRAIO 2026 rmo RICHIESTE INIZIALI In qualità di contoterzista, Torneria Novoletto produce compo- nenti per utilizzatori finali nei settori chimico, farmaceutico e medicale presso il proprio stabilimento italiano di Lainate, in provincia di Milano. I dipendenti sono anche i proprietari: tre fratelli che gestiscono l’azienda fondata dal nonno nel 1984. Lavora materiali come alluminio, acciaio, titanio e cobalto-cro- mo per realizzare piccoli componenti complessi con un peso fino a circa due chilogrammi. Inizialmente l’azienda produce- va i componenti meccanicamente su fresatrici manuali e nel 2003 ha introdotto il primo centro di lavoro a controllo nume- rico; oggi la produzione conta dieci macchine utensili. “Nel nostro caso la sfida risiede nella lavorazione di componenti particolari che richiedono precisione elevata e massima affi- dabilità di processo - sottolinea Massimo Novoletto, uno dei tre proprietari dell’azienda Torneria Novoletto -. Le operazioni di asportazione che eseguiamo avvengono solitamente su lotti di medie dimensioni e sono di lunga durata. Per lavorare un pezzo ci vogliono fino a due o tre ore e, con solo tre dipendenti in officina, non era possibile sfruttare appieno le macchine”. Finora, i centri di lavoro sono stati utilizzati solo per un periodo di tempo relativamente breve, al massimo dieci ore al giorno. Le macchine rimanevano, inoltre, inattive durante la notte. A questo elevato livello di inefficienza si aggiungeva il fatto che l’azienda trovava difficoltà ad assumere operatori preparati ed esperti. La carenza di manodopera qualificata, un problema comune a molte officine ed aziende del settore metalmeccani- co, ha contribuito in modo significativo ad un utilizzo parziale del potenziale produttivo delle macchine, con ricorrenti mo- menti di inattività. Alessandro, Edoardo e Massimo Novoletto. L’automazione con R-C2 è una soluzione compatta che richiede poco spazio e offre un elevato grado di autonomia produttiva. R-C2 unisce i vantaggi della pallettizzazione con il carico diretto dei pezzi e consente l’implementazione di processi robotizzati non presidiati per lotti di produzione medio-piccoli. La modularità del sistema permette il posizionamento e il serraggio automatico dei pezzi; senza la necessità di dispositivi di serraggio differenti per la gestione delle diverse varianti di pezzo. Questo si traduce in un’elevata flessibilità operativa e in una significativa ottimizzazione dei costi. Utilizzato come end-effector robotico, la morsa autocentrate R-C2 afferra e blocca vari pezzi dal magazzino e li posiziona con precisione sulla tavola macchina. La morsa R-C2 con il pezzo bloccato viene quindi caricata in macchina come un pallet. A questo punto il pezzo viene lavorato. Al termine dell’asportazione, la morsa R-C2 con il pezzo finito bloccato viene rimossa dal robot ed il pezzo finito viene collocato nel magazzino. Grazie alla sua elevata flessibilità e al funzionamento completamente automatizzato non presidiato, si riducono i costi operativi e si aumentano i tempi di attività della macchina e quindi la produttività complessiva. Un ulteriore vantaggio è la facile integrazione del sistema R-C2 anche su centri di lavoro già esistenti. AUTOMAZIONE DELLE MACCHINE UTENSILI ASSERVIMENTO AUTOMATIZZATO “Grazie al nostro fornitore di lunga data, Uemme di Coccaglio, utilizzavamo già attrezzature performanti e di qualità Schunk come moduli a punto zero, morse e portautensili - continua Edoardo Novoletto -. Con la continua ottimizzazione delle at- trezzature e dei processi, siamo riusciti a migliorare i tempi di attrezzaggio delle macchine e la qualità dei pezzi, ma non era abbastanza”. Una soluzione per ottimizzare il più possibile la produzione

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