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16 rmo MARZO 2026 INCHIESTA genza di stabilità normativa più volte richiamata nelle fonti istitu- zionali. Nei documenti di finanza pubblica, il Governo sottolinea come la discontinuità degli incentivi abbia rappresentato uno dei principali fattori di incertezza per le decisioni di investimen- to. L’estensione temporale dell’agevolazione consente invece alle imprese di programmare gli interventi in modo più razionale, superando la logica degli incentivi di breve periodo e favorendo una pianificazione industriale coerente con strategie di crescita strutturale. Un tassello importante alla luce dei numerosi richiami provenienti dal mondo imprenditoriale e dalle associazioni di ca- tegoria del comparto manifatturiero, che da tempo sollecitavano maggiore continuità e stabilità dell’impianto agevolativo. VALUTAZIONE DEL PROGETTO Il Nuovo Piano Transizione 5.0 non si limita tuttavia a reintrodur- re un incentivo già noto. Nelle comunicazioni istituzionali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e nei lavori parla- mentari emerge con chiarezza la volontà di collocare l’iperam- mortamento all’interno di una strategia più ampia, orientata al sostegno della doppia transizione digitale ed energetica. L’in- novazione tecnologica viene così concepita non come un fine in sé, ma come uno strumento per migliorare l’efficienza dei processi produttivi, ridurre i consumi energetici e rafforzare la competitività del sistema industriale in un contesto di trasforma- zioni strutturali. Questa impostazione emerge con particolare evidenza nei dos- sier predisposti dalla Camera dei Deputati in occasione dell’e- same della Legge di Bilancio 2026. Nei documenti parlamentari viene ricostruito il percorso che ha condotto il legislatore a su- perare una logica basata su elenchi rigidi di beni agevolabili, orientandosi verso una valutazione più ampia degli investimenti, considerati come progetti complessi di trasformazione produtti- va e organizzativa. In questa prospettiva, l’accesso all’incentivo risulta sempre più legato alla coerenza dell’investimento con gli obiettivi di policy, piuttosto che alla sola riconducibilità formale del bene a una categoria predeterminata. FASE FINALE DELL’ATTUAZIONE Un elemento centrale del nuovo impianto riguarda il rafforza- mento dei meccanismi di tracciabilità e controllo. Dai documen- ti del Senato della Repubblica emerge come negli ultimi anni il legislatore abbia progressivamente intensificato gli obblighi do- cumentali e le verifiche sugli incentivi fiscali, introducendo con- trolli sia nella fase di accesso al beneficio sia successivamente alla sua fruizione. Questo orientamento risponde all’esigenza di garantire un utilizzo corretto delle risorse pubbliche e di preve- nire comportamenti opportunistici. Il decreto interministeriale del Nuovo Piano Transizione 5.0 si colloca in questa linea di continuità. In particolare, chiarisce in modo puntuale quali documenti le imprese sono tenute a predi- sporre, in quali fasi del processo e con quali modalità. Le cer- tificazioni tecniche assumono un ruolo centrale nel dimostrare la conformità degli investimenti alle condizioni previste dalla

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