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82 MECCATRONICA rmo MARZO 2026 Dopo il riscaldo, gli statori vengono prelevati dal forno e im- mersi in una vasca contenente polvere in sospensione. Nella fase di verniciatura a polvere, gli assi cartesiani controllano con estrema precisione l’altezza di immersione, la rotazione del pezzo nel bagno di polvere, il movimento verticale anche con carichi significativi (da 1 a 3 statori movimentati contempora- neamente). Questa applicazione richiede assi in grado di so- stenere carichi oltre i 100 kg, con movimenti fluidi e controllati. TRE ELEMENTI CHIAVE La collaborazione tra Tecnofirma e Bosch Rexroth ha portato allo sviluppo di una soluzione con tre elementi chiave di innovazione: Flessibilità modulare - ogni modulo (induzione, verniciatura, impregnazione) può essere staccato, spostato, eventualmente modificato o riutilizzato in un’altra linea con minimi interventi di adattamento. Il cliente può così riconfigurare la linea in autono- mia per testare nuovi campioni o nuovi prodotti. Precisione e capacità di carico - gli assi combinano estrema precisione di posizionamento con la capacità di movimentare carichi elevati, adattandosi sia a operazioni delicate che a mo- vimentazioni pesanti. Sostenibilità economica e operativa - la modularità consente di riutilizzare gli impianti anche in caso di cambiamento del pro- dotto o fine vita di una linea. Questo evita costosi riattrezza- menti o la dismissione di macchine ancora perfettamente fun- zionanti, con un risparmio economico e tempi di riconversione ridotti a zero. Il percorso di sviluppo delle linee di impregnazione non è sta- to lineare. Le prime versioni hanno richiesto mesi di sperimen- tazione e test congiunti tra gli uffici tecnici delle due aziende. Partendo dalla U-Line, già orientata alla qualità grazie alla fles- sibilità del processo, si è passati alla soluzione Modulare, che ha introdotto anche la scalabilità dell’investimento. In questa evoluzione, Bosch Rexroth ha affiancato Tecnofirma nel vero e proprio co-design dei sistemi cartesiani, ottimizzando rigidità, compattezza e movimentazione su carichi elevati. L’approccio condiviso ha permesso di passare dalla semplice fornitura di componenti alla progettazione congiunta di sistemi completi, in grado di coniugare le esigenze di precisione e di riconfigurabi- lità con la necessità di ridurre tempi e costi di sviluppo. Oggi le linee modulari Tecnofirma, alimentate da soluzioni Bo- sch Rexroth, sono utilizzate per la produzione di motori elet- trici da parte di alcuni dei principali OEM e Tier 1 europei. La possibilità di riconfigurare una linea in tempi rapidi, senza co- stosi riattrezzamenti, rappresenta un vantaggio competitivo de- cisivo in un mercato in cui la rapidità di risposta è determinante. Inoltre, la struttura modulare consente investimenti progressivi e una gestione più sostenibile del ciclo di vita degli impianti, con un ritorno economico tangibile già nel medio periodo. OBIETTIVOOTTIMIZZARE La collaborazione tra Tecnofirma e Bosch Rexroth prosegue oggi con la progettazione di una nuova generazione di linee, pensate per mantenere la flessibilità e la scalabilità acquisite, ma con una maggiore attenzione alla riduzione dei costi e del footprint. Dopo aver vinto la sfida della riconfigurabilità, l’obiet- tivo è ora ottimizzare: rendere i sistemi più compatti, più com- petitivi e più sostenibili, senza sacrificare le qualità che hanno reso unica questa collaborazione. Come sottolinea Francesco Goi, “la flessibilità resta la chiave, ma oggi va tradotta anche in efficienza e contenimento degli spazi. È l’evoluzione naturale di un percorso che non si è mai fermato”. Bosch Rexroth ha affiancato Tecnofirma nel co-design dei sistemi cartesiani, ottimizzando rigidità, compattezza e movimentazione su carichi elevati.

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