RMO275
9 APRILE 2026 rmo nari e attrezzature e il 50% della spesa in R&S. Presenta me- diamente livelli di produttività superiori rispetto agli altri settori, che le consentono di corrispondere salari più elevati rispetto a servizi (+20% nel 2024), costruzioni (+21,0%), settore pubblico (+8,3%) e totale economia (+14,5%). Il comparto italiano presenta un grado di diversificazione molto elevato rispetto alle altre manifatture europee. Questo elemento contribuisce a rafforzarne la resilienza agli shock globali. La sua composizione è rimasta relativamente stabile nell’ultimo decen- nio, con una specializzazione concentrata in settori a media e bassa intensità tecnologica, che rappresentano circa il 60% del valore aggiunto manifatturiero: una quota inferiore a quella della Spagna (64%) ma superiore a quella di Francia (51%) e Germa- nia (39%). Meccanica strumentale (14% del valore aggiunto ma- nifatturiero), prodotti in metallo (13%) e alimentare (9%) manten- gono un’incidenza significativa sulla manifattura nazionale; tes- sile (25% del valore aggiunto settoriale europeo), abbigliamento (47%), pelletteria (50%) e mobili (20%) presentano invece un peso particolarmente elevato nel contesto europeo; metallurgia, chimica e gomma-plastica sono infine i comparti con le maggiori connessioni a monte e a valle lungo le filiere produttive. La manifattura italiana è caratterizzata da un’elevata apertura ai mercati internazionali e da una composizione dell’export am- piamente diversificata. Nel 2023 le esportazioni hanno raggiun- to il 48,2% della produzione manifatturiera e generato un sur- plus commerciale di circa 120 miliardi di euro, trainato soprat- tutto dalla meccanica strumentale. I principali settori esportatori sono quello della meccanica (17,1% dell’export manifatturiero, media 2023-2024), del tessile-abbigliamento-pelle (10,8%), ali- mentare e bevande (9,8%), farmaceutica (8,6%) e autoveicoli (7,3%). La farmaceutica si distingue per un incremento parti- colarmente significativo dell’apertura agli scambi commerciali. Il manifatturiero italiano è ancora orientato verso le piccole e microimprese. Nel 2023 soltanto il 42% del valore aggiunto manifatturiero è stato generato dalle grandi imprese (250 o più addetti), a fronte del 74% in Francia e del 75% in Germania. In maniera simmetrica, micro (fino a 9 addetti) e piccole (10-49 addetti) imprese mantengono un ruolo molto rilevante, con un contributo complessivo superiore al 30% del valore aggiunto, rispetto a circa il 10% in Germania e il 14% in Francia. Que- sta configurazione riflette sia l’elevata numerosità delle piccole e microimprese sia la dimensione relativamente ridotta delle grandi imprese italiane. Tuttavia, è in corso una trasformazio- ne qualitativa significativa. Nell’ultimo decennio un intenso processo di selezione ha ridotto il numero di microimprese di quasi il 12%, mentre si osserva una crescita rilevante della di- mensione media tra le grandi imprese. Questa evoluzione è rilevante considerando la relazione tra dimensione d’impresa e produttività: nella manifattura italiana, a parità di tutte le al- tre condizioni, l’efficienza cresce in modo significativo con la dimensione d’impresa, e le imprese medie e grandi italiane mostrano livelli di produttività superiori a quelli delle omologhe tedesche, francesi e spagnole. MECCANICA PRIMO SETTORE ESPORTATORE (ITALIA, EXPORT IN PERCENTUALE DEL TOTALE MANIFATTURIERO E IN PERCENTUALE DELLA PRODUZIONE SETTORIALE, 2023-2024). NOTA: MEDIA 2023-2024 PER LE QUOTE DELL’EXPORT; 2023 PER LE PERCENTUALI SULLA PRODUZIONE. FONTE: ELABORAZIONI CENTRO STUDI CONFINDUSTRIA SU DATI ISTAT. LA COMPOSIZIONE SETTORIALE DELLA MANIFATTURA ITALIANA (PERCENTUALE SUL TOTALE MANIFATTURIERONAZIONALE, 2023). FONTE: ELABORAZIONI CENTRO STUDI CONFINDUSTRIA SU DATI EUROSTAT (STRUCTURAL BUSINESS STATISTICS).
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy Mzg4NjYz