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13 APRILE 2026 rmo tra le imprese collocate nella parte alta della distribuzione della produttività, incrementando il divario tra le imprese alla frontie- ra e il resto del tessuto produttivo. Il contributo derivante dalla riallocazione delle risorse tra diversi comparti del manifatturie- ro (between sectors) appare invece limitato e suggerisce l’as- senza di cambiamenti strutturali nella composizione settoriale rilevanti ai fini della dinamica della produttività manifatturiera aggregata. Al di là del segno e della rilevanza relativa, i con- tributi osservati restano complessivamente modesti in termini assoluti. Ne consegue che, per rafforzare in modo duraturo la dinamica della produttività, è necessario agire contestualmente su più leve: sostenere l’innovazione e l’efficienza delle impre- se alla frontiera, promuovere la diffusione delle migliori pratiche gestionali e tecnologiche tra le realtà meno produttive, favoren- done la crescita dimensionale, e agevolare una più efficace ri- allocazione delle risorse verso imprese e settori con maggiore potenziale. Tra il 2015 e il 2024 le esportazioni manifatturiere italiane sono cresciute in media del 2,4% l’anno, un ritmo nettamente supe- riore a quello di Francia (+0,8%) e Germania (+1,1%) e in linea con la Spagna. Tale performance indica un rafforzamento della competitività “rivelata” dell’industria italiana, che ha guadagna- to quote nei mercati internazionali rispetto ai principali paesi europei. Il miglioramento della competitività sui mercati esteri è riconducibile principalmente ai diffusi guadagni di qualità dei manufatti italiani, particolarmente evidenti nella farmaceutica, nei mezzi di trasporto e nell’alimentare e bevande. Una dinami- ca favorevole dei prezzi alla produzione, sostenuta dal conteni- mento del costo del lavoro per unità di prodotto, e un contributo positivo della produttività del lavoro in diversi comparti, hanno ulteriormente rafforzato questa traiettoria di forte crescita. QUALI SONO I PRINCIPALI FATTORI CHE INFLUENZANO LA COMPETITIVITÀ DEL SETTORE? FONTE: ELABORAZIONI CENTRO STUDI CONFINDUSTRIA SULLA BASE DELLE RISPOSTE DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA AD UNQUESTIONARIO CIRCOLATO TRA LUGLIO E SETTEMBRE 2025. APPROFONDIMENTI TEMATICI La capacità dell’industria italiana di crescere e competere sui mercati internazionali nei prossimi decenni dipenderà in misura crescente dal funzionamento del suo mercato del lavoro. Per affrontare le sfide poste dal declino demografico e dalla trasfor- mazione tecnologica, la strategia di politica economica dovrà muoversi lungo direttrici integrate, volte a: ampliare la base oc- cupazionale, investendo in infrastrutture sociali come asili nido e servizi di cura per favorire l’occupazione femminile e giovani- le; rafforzare la produttività, promuovendo la diffusione di buo- ne pratiche manageriali, essenziali per l’adozione consapevo- le delle tecnologie digitali; migliorare l’efficienza istituzionale, assicurando un quadro regolatorio che incentivi la mobilità del lavoro e gli investimenti innovativi, riducendo l’incertezza per le imprese. L’intervento pubblico nell’economia è oggi nuova- mente percepito come uno strumento necessario per rafforzare la resilienza dei sistemi produttivi, rivitalizzare la crescita della produttività, promuovere l’innovazione tecnologica e accelera- re la transizione digitale e verde. I sussidi pubblici, diffusi tra i grandi gruppi manifatturieri ma generalmente di entità contenu- ta, mostrano forti eterogeneità tra paesi e settori – con la Cina caratterizzata dai livelli di supporto più elevati – ed evidenziano una relazione positiva tra intensità degli aiuti e quote sui merca- ti globali. L’efficacia degli interventi dipende in modo cruciale dalle modalità di implementazione: criteri di allocazione ogget- tivi risultano più efficienti rispetto alla discrezionalità politica. È inoltre determinante orientare il sostegno verso prodotti ad alta complessità tecnologica e coerenti con la struttura produttiva nazionale, massimizzando così la probabilità di sviluppare un vantaggio comparato sostenibile nel tempo e generare ricadute positive sulla crescita.

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