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15 il segmento a più alto valore aggiunto della catena del valore (super assemblaggio); Cina e Stati Uniti si contraddistinguono, invece, per una presenza maggiore nelle fasi a monte (materie prime e componenti) e di assemblaggio. In un mercato che vale circa 80 miliardi di dollari di scambi (2024), l’Unione Europea è il primo esportatore e il secondo importatore mondiale di robot a uso industriale e professionale. L’Italia riveste un ruolo di prota- gonista occupando il secondo posto in Europa dopo la Germa- nia per valore della produzione, installazioni ed export, con un leggero avanzo commerciale. Si tratta di un sistema produttivo italiano con 650 imprese specializzate e 12 mila addetti oltre ad un articolato ecosistema della ricerca e dell’innovazione che ci posiziona quarti al mondo per pubblicazioni scientifiche nella robotica avanzata e terzi in Europa per brevetti. Gli sviluppi tec- nologici attuali e prospettici mirano a lanciare sul mercato robot sempre più autonomi e adattivi, capaci, grazie all’AI, di intera- gire con l’uomo e l’ambiente circostante dall’esperienza e agire in autonomia e sicurezza nel mondo fisico. Queste soluzioni di robotica avanzata costituiscono leve strategiche per rispondere alle principali sfide strutturali dell’Unione Europea: dal rafforza- mento della competitività in un contesto di progressivo invec- chiamento e riduzione della forza lavoro, ai nuovi bisogni di as- sistenza per una popolazione anziana in crescita, passando per le nuove priorità legate a difesa, autonomia strategica e tutela della sicurezza economica. Restano tuttavia delle criticità strutturali da affrontare per la UE, e di riflesso per l’Italia: il ritardo accumulato nel campo dell’in- telligenza artificiale, cruciale per la robotica di nuova genera- zione, che rischia di compromettere il vantaggio competitivo acquisito negli scorsi decenni e di ritardare quindi lo sviluppo della robotica del futuro; un ecosistema europeo dell’innova- zione frammentato, che non consente una valorizzazione piena del potenziale inventivo europeo e di raggiungere la scala degli investimenti dei competitor internazionali; la mancanza di una politica industriale organica per il settore, che possa accom- pagnare i progetti più promettenti lungo tutte le fasi di sviluppo tecnologico e di crescita sul mercato. IL MERCATOMONDIALE Il mercato della robotica è stato storicamente dominato dalle applicazioni a uso industriale, guidato dalla spinta all’automa- zione delle funzioni di processo (tra cui saldatura, assemblag- gio e movimentazione di semilavorati lungo le catene di mon- taggio) e dalla necessità di predisporre ambienti controllati per gestire in sicurezza l’interazione uomo-macchina. Ancora oggi questo seg https://github.com/upscayl/upscayl m ento si stima rappresenti quasi il 60% del valore delle vendite a livello globa- le, grazie a 540 mila installazioni nel 2024, trainate dalla doman- da nei settori dell’elettronica, dell’automotive e della lavorazione dei metalli. Accanto ai robot industriali si è andato sviluppando, di pari passo con la terziarizzazione dell’economia e gli svilup- pi tecnologici nei campi della miniaturizzazione e della senso- ristica, anche il mercato della robotica di servizio, a sua volta EXPORT ITALIANO DI ROBOT NON DI CONSUMO PER DESTINAZIONE. % SUL TOTALE ESPORTATO, 2024 FONTE: ELABORAZIONI CDP SU DATI ISTAT. USA 16% GERMANIA 13% FRANCIA 9% REGNO UNITO 6% SPAGNA 5% POLONIA 3% BELGIO 5% PAESI BASSI 3% SVIZZERA 3% CINA 2% RESTO DEL MONDO 35% EXPORT DI ROBOT NON DI CONSUMO PER PAESE DI ORIGINE. MILIARDI DI DOLLARI, 2024. VARIAZIONE % 2022-2024 FONTE: ELABORAZIONI CDP SU DATI WITS. +9% +13% +37% +44% +21% +27% -27% 14 12 10 8 6 4 2 0 APRILE 2026 rmo distinto, a seconda della tipologia d’uso, in professionale (per il cui utilizzo è richiesta una formazione ad hoc del personale) o domestica (che non richiede competenze specifiche). La prima tipologia, che oggi si stima valga circa il 10% del va- lore delle vendite mondiali con circa 200 mila installazioni nel 2024, comprende, tra gli altri, robot per la logistica, per le puli- zie, per l’hospitality, ma anche robot usati in ambito chirurgico e per l’agricoltura. La seconda, definita anche robotica di consu- mo, che rappresenta il restante 30% del mercato, comprende robot utilizzati per i servizi tipici interni alle abitazioni (cucinare,
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