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16 \ 2025 materie prime strategiche e per la diversificazio- ne dell’approvvigionamento in Europa: almeno il 10% del consumo annuo dell’UE per l’estra- zione, almeno il 40% del consumo annuo di trasformazione dell’UE, almeno il 25 % del con- sumo annuo di riciclaggio dell’UE, non più del 65 % del consumo annuo dell’UE da un singolo Paese terzo. Il Critical Raw Material Act ridurrà gli oneri am- ministrativi, razionalizzando le procedure di au- torizzazione per i progetti relativi alle materie pri- me critiche nell’UE e garantendo nel contempo un’elevata protezione sociale e ambientale. Per questo i progetti relativi alle materie prime cri- tiche, compresi i progetti strategici, possono dialogare con un unico punto di contatto in cia- scun Paese dell’UE, responsabile del coordina- mento della procedura di autorizzazione. Inoltre, i progetti strategici selezionati beneficeranno di un sostegno per l›accesso ai finanziamenti e di tempi di rilascio delle autorizzazioni più bre- vi (27 mesi per le autorizzazioni di estrazione e 15 mesi per le autorizzazioni di trasformazione e riciclaggio). I Paesi dell’UE dovranno inoltre sviluppare programmi nazionali per l’esplora- zione delle risorse geologiche. In questo senso l’UE ha stanziato 22,5 miliardi per 47 progetti in tredici Stati membri: quelli di estrazione sono 25 e riguardano Spagna, Portogallo, Romania e Repubblica Ceca, mentre all’Italia erano sta- ti assegnati solo quattro progetti di riciclo delle terre rare. MONITORAGGIO DEL PIANO Per garantire la resilienza della catena di approv- vigionamento, la normativa europea istituisce il monitoraggio e le prove di stress della catena di approvvigionamento delle materie prime cri- tiche, coordina le scorte strategiche e stabilisce l’obbligo di preparazione ai rischi per le grandi imprese che producono tecnologie strategiche. I Paesi dell’UE adotteranno misure per miglio- rare la raccolta dei rifiuti ricchi di materie prime critiche e garantirne il riciclaggio in materie prime critiche secondarie. I Paesi dell’UE e gli operatori privati dovranno esaminare il potenziale di recupero delle mate- rie prime critiche dai rifiuti di estrazione. Per in- centivare il riciclaggio su larga scala dei magneti permanenti, la legge stabilisce requisiti in mate- IL PIANO ITALIANO In ottemperanza al Critical Raw Material Act l’Italia ha approvato nei mesi scorsi il ‘Programma nazionale di esplorazione mineraria’, a cura dei ministeri dell’Ambiente e delle Imprese, prevede per ora 14 progetti esplorativi. Se saranno individuati nuovi giacimenti, potranno essere sfruttati a fini estrattivi. Il piano coinvolge 11 regioni, 15 unità operative e oltre 400 specialisti, con un investimento di 3,5 milioni di euro per la prima fase di indagine sui depositi naturali. Il tutto sarà gestito dall’Ispra per conto del Comitato interministeriale per la transizione ecologica. L’approvazione del Piano segna un ritorno strategico per l’Italia alla valorizzazione delle proprie risorse minerarie e in linea con le priorità europee. L’obiettivo è costruire un quadro aggiornato delle potenzialità minerarie nazionali, integrando le informazioni storiche con una nuova campagna di esplorazione, a oltre 30 anni dall’ultimo investimento pubblico nel settore. Il programma mira, inoltre, a fornire indicazioni preliminari agli investitori italiani ed esteri sulla disponibilità di materie prime presenti nel Paese. Le attività di indagine si concentreranno sulle aree più promettenti, selezionate da un team di esperti tra i massimi specialisti italiani di giacimenti minerari. Il focus sarà rivolto in particolare a numerose materie prime critiche e strategiche individuate dalla Commissione Europea, tra cui: litio, boro, grafite, rame, manganese, fluorite, barite, feldspato, antimonio, tungsteno, titanio, bismuto, arsenico, magnesio, terre rare e metalli del gruppo del platino. L’attenzione si estende anche ad altri minerali di interesse per l’industria nazionale, come zeoliti e minerali industriali. In tutte le aree oggetto di indagine saranno inoltre mappati e caratterizzati i depositi di rifiuti estrattivi abbandonati, nell’ambito del Progetto Pnrr Urbes. I dati raccolti confluiranno nel database minerario nazionale GeMMA, sviluppato nell’ambito del progetto GeoSciencesIR del Pnrr, con l’obiettivo di rendere disponibili le informazioni in modo strutturato, trasparente e consultabile per il mondo scientifico, le istituzioni e i potenziali investitori. AREE NAZIONALI CON LE MAGGIORI POTENZIALITÀ DI MATERIE PRIME CRITICHE DESUNTO SULLA BASE DELL’INSIEME DEI DATI PREGRESSI Fonte Ispra
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