TM474
24 trasmissioni meccaniche 474 • NOVEMBRE/DICEMBRE 2025 MECCATRONICA to si basata su torrette di lavorazione indipendenti dalle ridotte dimensioni. L’obiettivo è stato raggiunto anche grazie all’innovativa tecnologia Beckhoff dei drive integrati sui motori della serieAMP, una sfida non da poco. Si è deciso di compiere il salto, utilizzan- do a piene mani l’architettura di automa- zione PC-based di Beckhoff e il sistema di motion decentrato a bordo macchina basato sui nuovi servomotori AMP8000. “Oltre al supporto che Beckhoff ci ha offerto, il fatto di aver avuto un unico interlocutore per gestire l’intera catena, dal quadro all’attuatore, ha permesso di risolvere alla radice qualsiasi possibile problematica di compatibilità, che talvol- ta nasce quando si cerca di far parlare tra di loro dispositivi di produttori diversi. Nel percorso di sviluppo della macchina, i progettisti di Borghi hanno dovuto su- perare diversi ostacoli, ma non sono mai stati soli”, come conferma Paolo Roversi. za fermare gli utensili e con un flusso costante di prodotti, senza tempi morti - continua Roversi -. Una macchina com- pletamente innovativa, rivoluzionaria, per realizzare la quale era necessario trovare un fornitore di automazione che riuscisse a garantirci la possibilità di gestire questa estrema complessità in modo affidabile, deterministico e sicu- ro”. Un sogno che grazie alle soluzioni di automazione Beckhoff, in particolare alla nuova tecnologia dei servomotori distribuiti AMP, ha potuto prendere corpo per trasformarsi in realtà. Salto di qualità Tecnicamente, il progetto Moon è stato rivoluzionario. Dal punto di vista mec- canico, per agevolare il funzionamento in continuo della macchina, sostenendo cadenze molto elevate, è stato necessario ripensare gran parte della sua architettu- ra. La meccanica sviluppata per il proget- combinata di una nuova assicella da lavorare: e il ciclo riprende. “La maggior parte delle macchine fun- ziona secondo un ciclo ben preciso - aggiunge Roversi -. Nel passaggio tra le diverse fasi di lavorazione gli assi di lavoro devono arrestarsi e consentire il passaggio del semilavorato alla stazione successiva. Per quanto siano rapidi nel fermarsi e ripartire, ciò comporta inevi- tabilmente una pausa che tipicamente è compresa tra i due e i tre secondi. Un paio di secondi potrebbero sembrare un’inezia, ma se il ciclo di lavoro com- plessivamente si attesta sulla quindicina di secondi, ben si comprende come un ‘vuoto’ del genere possa dare luogo a una perdita di efficienza produttiva anche molto elevata”. Una situazione che molti costruttori di beni destinati al grande consumo oggi sarebbero ben felici di risolvere. È proprio da qui che, anche grazie alle performance che l’architet- tura di automazione Beckhoff riesce a garantire, ha potuto prendere corpo il progetto Moon. Sogno che si chiama Moon Il progetto Moon, benché finalizzato po- chi mesi fa con la presentazione di una macchina di ultimissima generazione, parte nel 2015, quando Borghi decide di intraprendere un percorso di rinnova- mento tecnologico della componentisti- ca di automazione fino a quel momento utilizzata con lo scopo di ottimizzare le prestazioni e l’efficienza delle sue macchine. Dopo aver vagliato diverse proposte sul mercato, la scelta è caduta su Beckhoff. Un fornitore già attivo con Borghi. “L’obiettivo che ci eravamo posti con la nuova generazione di macchine che sta- vamo progettando era quello di rompere con il classico schema basato su cicli a cambio di fase, e di realizzare un’archi- tettura produttiva capace di funzionare completamente in continuo, ovvero sen- Gli azionamenti elettrici della famiglia AX8000 all’interno del quadro elettrico.
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