PRO476
22 progettare 476 • MARZO 2026 INCHIESTA diventino operativi in meno di tre anni, ossia un’implementazione più rapida. Il 74% indica da 3 a 10 anni il lasso di tempo, il 14% li vede nelle linee al massimo tra 10 anni e il restante 6% non riesce a farne una previsione. I dirigenti hanno sottolineato come la sostituzione potrebbe probabil- mente avvenire in occasione di transizioni naturali della forza lavoro, come i pen- sionamenti, piuttosto che con un brusco allontanamento del personale esistente. Un altro tema fondamentale dell’indagine è il realismo economico. Finché un robot umanoide non costerà meno di 100.000 euro e avrà una produttività pari a metà di quella di un essere umano, non sarà un problema per la maggior parte dei clienti. In media, le grandi aziende sono più disposte a spendere di più per un ro- bot umanoide rispetto alle PMI. Il 19% del totale degli intervistati è disposto a pagare fino a 50.000 euro e il 55% tra i 50.000 e i 100.000 euro. Gli attuali requisiti legali non sono consi- derati sufficienti per essere adottati nell’u- tilizzo di robot umanoidi e si reputa deb- bano essere di conseguenza adattati. Gli loro progetti industriali. Ciò evidenzia le sfide culturali e lavorative che accompa- gnano il cambiamento tecnologico, al di là degli ostacoli tecnici di ingegneria. I maggiori ostacoli alla adozione di questa tipologia di robot, secondo il 45% degli intervistati è proprio nella mancanza di regolamentazione nella loro sicurezza (il 53% system integrator e il 35% end user). Nel ranking degli ostacoli seguono le trop- po alte aspettative (37%), la mancanza di casi d’uso economicamente fattibile (35%), la complessità della programmazione/ad- destramento (33%), i potenziali problemi di accettazione nella forza lavoro (20%) e infine la precisione di posizionamento delle mani non sufficiente (19%). Realismo economico e legale Nel medio termine, si presume gene- ralmente che i robot umanoidi saranno implementati nella produzione. I settori della logistica, alimentare e tessile sono più ottimisti rispetto ad altri comparti sulla maturità di questo scenario. Per quanto riguarda i tempi di adozione, solo il 6% delle aziende prevede che gli umanoidi specifiche. Per la locomozione del robot, il 56% degli intervistati indica la necessità di una piattaforma mobile ossia di ruote, con un interesse molto maggiore per la destrezza di braccia e mani robotiche. La locomozione attraverso l’ausilio di gambe lo indica il 40% dei casi, il restante 4% lo predilige stazionario. Questo segnala uno spostamento di attenzione dalla mobilità alle prestazioni specifiche per un compito peculiare. Dall’indagine è emerso che le aziende san- no come utilizzare un robot industriale oun cobot, ma non sanno come utilizzare un u- manoide inmodo sicuro. La preoccupazio- ne principale è rappresentata dalle norme di sicurezza: lamancanza di standard chiari nell’impiego è considerata il principale ostacolo. Gli integratori di sistemi attual- mente riscontrano un numeromaggiore di ostacoli rispetto ai potenziali utenti finali, che però nutrono notevoli preoccupazioni circa l’accettazione dei robot umanoidi da parte degli operatori. Un altro tema chiave è, infatti, l’accettazione e le preoccupazioni dei lavoratori che le aziende sostengono di vedere abbastanza regolarmente nei INIZIATIVE POLITICHE NECESSARIE PER RAFFORZARE LA GERMANIA COME SEDE PER LO SVILUPPO E L’UTILIZZO DELLA TECNOLOGIA ROBOTICA UMANOIDE - Fonte Fraunhofer IPA 56% Finanziamenti/campi di ricerca/investimenti 21% Meno burocrazia/eccessiva regolamentazione/ interferenze politiche 21% Valutazione pubblica dei robot umanoidi 19% Nessuna misura necessaria Linee guida chiare 8% Tutela dei posti di lavoro e dei lavoratori qualificati 6% Standard di sicurezza realisti- ci ed economicamente fattibili 4%
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