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31 GENNAIO/FEBBRAIO 2025 rmo di formare gli studenti affinché possano sviluppare una visione ed essere competenti, domani, su queste tematiche”. GLI EFFETTI SULLA PERCEZIONE Per Francesco Amigoni, professore al Politecnico di Milano, “Gli effetti più significativi dell’Intelligenza Artificiale all’inter- no dell’industria riguardano sicuramente la percezione, terre- no in cui le cose sono già ad uno stadio avanzato. C’è poi un impatto sull’interazione con i robot, a livello sia di programma- zione, sia di interazione con l’utente, ed esiste il tema del pas- saggio dal mono al multi che vale specialmente per i robot collaborativi, ma anche per sistemi multirobot che incidono per esempio nella logistica”. L’accademico si interroga sul- la possibilità di un uso ‘meta’ dell’AI nei confronti della mac- china, se sia possibile “raccogliere i dati sul funzionamento e predire quale sarà il comportamento della macchina stessa e, inoltre, cercare di individuare eventuali guasti in anticipo: due temi che implicano comunque per l’Intelligenza Artificiale un flusso di dati provenienti da macchine fisiche”. Su questi argomenti, un contributo arriva ancora dall’esperienza di Co- mau, dove, sebbene non ancora in produzione, “è in fase di sviluppo una piattaforma di raccolta dati dai sensori in grado di riprogrammare un intervento di manutenzione e si sta stu- diando l’implementazione di soluzioni con l’AI per migliorare la predizione in presenza di anomalie anche più ad ampio spettro”, indica Amigoni. Domenico Appendino, presidente Siri, aggiunge che “Cam- biano gli strumenti, ma la sfida è sempre la stessa: costruire sistemi il più possibile comodi e utili per lavorare meglio, con mezzi sempre più sicuri e far sì che le aziende generino red- dito e diano lavoro. Tutto questo rappresenta semplicemente un’evoluzione grazie all’ingegno dell’uomo, con la novità che, oggi, vediamo la presenza di strumenti che compiono ope- razioni autonomamente; cosa che il cobot ha parzialmente superato, ma non il sistema di cui il cobot è un componente: non esiste applicazione o co-applicazione in cui qualcosa del genere possa avvenire. L’AI coinvolge due aspetti essenziali della robotica: la programmazione e i sensori, che rende par- ticolarmente potenti. L’elemento innovativo sta nel fatto che aumenta le prestazioni dei robot, permette applicazioni nuove in ambienti e situazioni nuovi”. Questioni legate ai timori che l’intelligenza artificiale generativa possa svilupparsi fino a so- stituire in toto l’essere umano, rientrano più nel campo della filosofia e dell’etica. “In realtà - conclude il presidente Siri - siamo ben lontani dall’assistere all’operatività di un qualunque sistema che pren- da decisioni in maniera autonoma o che possa soppiantare le capacità umane. Tutto quello che l’AI ‘porta fuori’ l’ha già in pancia nelle informazioni fornite a monte proprio da persone”.

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