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20 rmo MARZO 2025 INCHIESTA indicando una concentrazione significativa delle esportazioni italiane verso un numero relativamente ristretto di paesi, con un forte orientamento verso i principali mercati avanzati. Nonostan- te ciò, l’Italia si posiziona terza per numero di mercati raggiunti, presidiandone il 50,6% di quelli possibili (in tutto 42.510) rispetto al 72,8% della Cina e al 53,5% della Germania. L’export dei beni strumentali vale 32,1 miliardi di euro. Il valo- re delle esportazioni di macchinari italiani ACT nel mondo può essere diviso per mercati di destinazione. Quelli ad avere mag- gior peso nell’export delle eccellenze italiane ACT sono i mercati avanzati, che ne assorbono più di 21,6 miliardi di euro. Il valore delle esportazioni nei mercati emergenti è invece più limitato e registra 10,5 miliardi di euro. L’export di beni strumentali è cre- sciuto in particolar modo nelle Americhe, tanto nel Nord quanto in America Latina e nei Caraibi, destinazioni che hanno registra- to la crescita maggiore nel corso degli ultimi anni. Nonostante le prospettive della domanda mondiale siano in rallentamento, con le economie europee a registrarne quello più marcato, rimango- no significative le possibilità di ampliare l’export di prodotti ACT. Il potenziale sfruttabile sembrerebbe distribuito piuttosto equa- mente tra paesi avanzati ed emergenti (circa 4,6 miliardi di euro per i primi e 3,3 nei secondi), suggerendo quindi alle imprese di accrescere le loro quote di mercato in entrambi. SFIDE E POTENZIALI DEI MERCATI Per quanto riguarda i mercati avanzati, la notevole dimensione del mercato USA pesa molto sulla determinazione del potenzia- le per l’export italiano ACT: il mercato statunitense da solo conta per 760 milioni di export potenziale aggiuntivo. Seguono la Ger- mania e la Francia con circa 470 milioni ciascuno. Il settore dei sistemi e componenti meccatronici per la trasmissione di poten- za è il più promettente in tutti questi mercati, mentre i concorrenti più frequenti sono la Cina e la Germania. Tra i principali Paesi emergenti primeggia la Cina con un potenziale aggiuntivo di cir- ca 760 milioni di euro, seguita dall’India con 472 milioni e dalla Turchia con 364 milioni. Oltre ai sistemi e componenti meccatro- nici per la trasmissione di potenza, negli emergenti è elevata la componente delle Macchine per l’industria tessile, i cui principa- li concorrenti dell’Italia restano Cina e Germania. Tensioni geopolitiche e conflitti hanno contribuito a un dete- rioramento marcato del rischio in vari Paesi, e a risentire mag- giormente di questi fattori sono stati i Paesi emergenti sia per le loro economie più esposte sia per la presenza di livelli di rischio più elevati già in partenza, per le maggiori fragilità nei fondamentali economici e per sistemi regolamentari più distanti dagli standard occidentali. In molti casi, già a partire dalla crisi Il rafforzamento della digitalizzazione è necessario non solo per restare competitivi nelle nuove tecnologie, ma anche per integrare l’AI nelle industrie esistenti, in modo che possano restare all’avanguardia nei decenni futuri. L’Intelligenza Artificiale è ormai un fattore strutturale del nostro sistema socio-tecnico-economico. Il mercato dell’AI, in Italia, cresce in misura consistente anche perché ci si muove su una scala ancora davvero minimale. Nel 2023 ha segnato +52%, raggiungendo il valore di 760 milioni di euro. Occorre tuttavia considerare che l’Europa investe il 5% di quanto fanno gli USA in Intelligenza Artificiale e che l’Italia si trova nelle retrovie europee. Il quadro è dunque in crescita, ma partiamo da una situazione di grave ritardo. Le PMI fanno più fatica a tenere il passo con l’AI: nel 2023 il 61% delle grandi imprese ha all’attivo, almeno a livello di sperimentazione, un progetto di Intelligenza Artificiale, mentre si scende al 18% tra le piccole e medie imprese. L’adozione nelle imprese è sostanzialmente stabile rispetto al 2022. AI SARÀ CENTRALE IN TUTTI GLI AMBITI
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