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21 MARZO 2025 rmo pandemica, si è assistito a un indebitamento pubblico e privato più elevato, che porta con sé un deterioramento generalizzato nel rischio di credito. Per comprenderne le implicazioni, l’analisi del potenziale si accompagna a quella del rischio che ciascun mercato presenta. Non deve sorprendere il posizionamento così elevato di Russia e Iran nella scala di rischio di credito, trattan- dosi di due Paesi coinvolti, seppure a titolo diverso, in scena- ri di conflitto. Rimangono relativamente sicuri i Paesi avanzati, che peraltro rappresentano la destinazione più rilevante per le esportazioni di ACT. Non può infine essere trascurata la Cina, il Paese con il maggiore potenziale di export tra gli emergenti. Attualmente il rischio di credito non è elevato, ma un marcato rallentamento dell’economia o i delicati scenari internazionali in corso potrebbero peggiorarne il profilo. FOCUS SULL’AMERICA LATINA L’area dell’America Latina e Caraibi (ALC) negli ultimi anni sem- bra aver intrapreso una strada virtuosa di crescita e sviluppo. Secondo le stime della Banca Mondiale, lo scorso anno il tasso di crescita del PIL dell’area ALC era atteso intorno al +1,9% e la previsione per il 2025 è di un +2,6%. La crescita registrata finora e quella prevista per il futuro restano tuttavia inferiori rispetto alle previsioni per le altre principali aree geografiche. Le prospettive di sviluppo potrebbero essere ulteriormente rafforzate dalle tendenze di nearshoring o friendshoring in at- to negli USA. Tali politiche potrebbero, infatti, rappresentare un’opportunità per i Paesi dell’ALC di attrarre attività produttive sul proprio territorio alla luce del vantaggio competitivo dovuto alla vicinanza geografica con gli Stati Uniti. In questo quadro, risulta fondamentale per l’Italia caratterizzarsi come un partner commerciale forte e credibile nella regione, e in parte sembra già aver intrapreso la giusta strada. Il peso dell’area ALC sul totale dell’export complessivo italiano si è attestato nel 2023 al 3,1%, per un valore di intorno ai 19,3 miliardi di euro, registrando un tasso di crescita medio annuo del 3,6% dal 2014. I principali partner commerciali risultano essere il Messico con una quota nel 2023 del 32,9% e il Brasile con una quota del 28,2%. Seguo- no, a notevole distanza, l’Argentina (7,2%) e il Cile (6,8%). Circa il 90% dell’export mondiale di beni ACT nell’area latino-ca- raibica è catturato da sei economie: Messico, Brasile, Argenti- na, Cile, Colombia e Perù. Tra queste, il Messico si posiziona al primo posto come principale mercato di sbocco per i beni ACT nell’area ALC (45,1%). L’economia centro-americana risulta il principale importatore di macchinari dell’area anche a livello mondiale. Il Messico è peraltro l’economia più aperta tra le prin- cipali dell’area: l’interscambio commerciale rappresenta infatti l’88% del PIL. La principale leva è sicuramente la vicinanza con il vicino mercato statunitense, ma non è l’unica. La manifattura messicana è particolarmente diversificata, soprattutto se para- gonata a quella di molti peer dell’area. Pur essendo formalmente ancora etichettato come emergente, il Paese è di fatto un’econo- mia avanzata dal punto di vista della diversificazione produttiva. Peraltro, la forza lavoro operante nel tessuto produttivo locale è ben istruita, qualificata e disponibile a costi relativamente com- petitivi. Le molteplici politiche attuate dal Governo per promuo- vere lo sviluppo industriale multisettoriale e attrarre investimenti nei settori ad alta tecnologia hanno creato un ambiente impren- ditoriale favorevole, rendendo il Messico un attore globale nella produzione di beni complessi e ad alto valore aggiunto. L’indu- stria automobilistica rimane una pietra miliare della produzione messicana, ma non è più l’unico settore su cui punta il Paese. Negli ultimi anni, in particolare, il Messico è emerso come un hub per la produzione ad alta tecnologia: settori come l’aerospa- ziale, i dispositivi medici e l’elettronica hanno visto una crescita significativa, contribuendo a espandere la base manifatturiera del Paese e ad attrarre investimenti esteri. Non stupisce quindi che il mercato messicano risulti tra i primi cinque paesi emer- genti per potenziale dell’export di beni ACT, con un margine di miglioramento pari a 281 milioni di euro. MARGINI DI ESPANSIONE PER L’ITALIA Le imprese italiane sono già coinvolte in progetti volti a rafforzare
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