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15 GIUGNO/LUGLIO 2025 rmo all’interno di uno scanner che rileva le dimensioni del pezzo, l’altezza del pezzo, le dimensioni del pallet e, in funzione di queste dimensioni, lo colloca nel magazzino. Rispetto a pri- ma, quindi, è il robot che colloca i pallet in funzione degli slot, ottimizzando in tempo reale lo spazio a disposizione”. All’RS 2 GEN 2 è possibile collegare uno, due o perfino tre centri di lavorazione Hermle, identici o di modelli differenti. NEL MONDO DELLA FRESATURA Come da tradizione, l’open house Hermle non è solo una mo- stra statica di macchine utensili e sistemi di automazione, bensì un’interessante esposizione di centri di lavoro funzio- nanti, alcuni di loro automatizzati, impegnati, a titolo dimostra- tivo, nella realizzazione di componenti destinati ai più svariati settori industriali. L’edizione 2025 vede, per esempio, il settore aerospaziale con diversi componenti strutturali e parti di mo- tori, il settore di costruzione utensili e stampi con vari stampi per matrici, la tecnica medicale con un modello di ortesi, l’in- gegneria meccanica con una ruota dentata di un metro di dia- metro e il settore di costruzione modelli con un orologio a cucù perfettamente funzionante. Presenti, inoltre, soluzioni interes- santi per mettere in risalto anche altre tecnologie oltre la fresa- tura, tra cui la tornitura, la rettifica, la stozzatura e la dentatura. Anche quest’anno, il percorso pensato per l’open house si svi- luppa attraverso queste isole di lavoro. La prima ha visto un C 32 GEN 2, centro di lavoro di taglia media della gamma Herm- le, alle prese con la realizzazione di un pistone in acciaio otte- nuto non per fresatura bensì per rettifica con mole montate su un moltiplicatore di giri a batteria ricaricabile. L’applicazione si presta molto bene alle specifiche esigenze di finitura superfi- ciale richieste dal pezzo, raggiungendo un valore di rugosità superficiale media Ra pari 0,25 μm. Per questa applicazione, il centro di lavoro è dotato, inoltre, di un ravvivatore mole po- sto sulla spalla della rotobascula. Un secondo C 32, questa volta della prima generazione, illustra le potenzialità di fresa- tura di questo centro di lavoro rigido e compatto unitamente a un mandrino heavy duty adatto a lavorazioni particolarmente impegnative di materiali tenaci come quello del pezzo dimo- strativo montato in macchina, una camera di combustione in acciaio da cementazione 1.7131 (o 16MnCr5) con alta durez- za superficiale e resistenza a usura. La visita prosegue con la sosta davanti all’isola robotizzata costituita da un centro di lavoro C 12 automatizzato con un sistema robotizzato RS 05- 2 con robot antropomorfo con portata al polso di 10 kg. Si tratta di un esempio di come si possano replicare i concetti cari a Hermle in termini di flessibilità, automazione, gestio- ne del magazzino, anche sulla taglia più piccola della pro- pria gamma di centri di lavoro. Il robot permette di integrare diverse soluzioni di magazzino e può essere equipaggiato con pinza singola o doppia per movimentare direttamente i pezzi che siano cubici, prismatici o tondi. Interessante è l’in- troduzione di matrici universali regolabili su un certo range dimensionale per ridurre il numero di attrezzature e facilitare la gestione del magazzino. Da segnalare, inoltre, il sistema di cambio automatico delle ganasce sulla morsa porta pezzo sempre tramite robot che le preleva dall’apposito parcheggio situato anch’esso nel magazzino. “Sulle taglie piccole, C 12 e C 22 - ha spiegato Bologna - l’automazione è installata late- ralmente, quindi, lasciando il fronte macchina perfettamente libero. Con la C 12 l’ingombro a terra è minimo, parliamo di soli 2 metri quadrati. Questa soluzione automatizzata permet- te di passare dalla produzione di un codice all’altro senza l’in- tervento dell’operatore, visto che la cella sostituisce in piena autonomia le pinze di presa, replicando, sebbene in scala più piccola, ciò che accade sulle celle di maggiori dimensioni”. L’isola di lavoro successiva è anch’essa un esempio di cella robotizzata con il tanto apprezzato sistema HS Flex Hermle abbinato a un C 32. Precisa Bologna: “È sostanzialmente la soluzione di automazione più venduta, anche perché è tra- sversale all’intera gamma, quindi, può essere adattata dalla C 12 alla C 42 e ha una elevata flessibilità nel poter allestire I sistemi handling HS flex e HS flex heavy di Hermle dimostrano ormai quotidianamente la loro efficienza in numerose aziende e in molteplici applicazioni nella produzione automatizzata di un’ampia varietà di pezzi. Con il sistema handling HS flex hybrid, l’HS flex viene portato a un livello di prestazioni superiore per una produzione economicamente efficiente di componenti fino a 450 kg. Il sistema trasporta pallet e morse a vite dal posto di attrezzaggio ai moduli magazzini o alla zona di lavoro. Per l’HS flex hybrid sono stati configurati appositamente i seguenti componenti: i moduli magazzino, il posto di attrezzaggio, la pinza e il pallet adattatore. L’HS flex hybrid può essere adattato a sei diversi modelli di macchina ed è configurabile con uno o due moduli magazzino. Modifiche rispetto al sistema standard: modifica della tavola con trasmissione di mezzi; posto di attrezzaggio bloccabile; pinze intercambiabili per le piastre base: morse a vite piccole e grandi; modulo magazzino speciale per una capacità di stoccaggio superiore. HS FLEX HYBRID: PRIMI PASSI NELL’AUTOMAZIONE

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