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18 INCHIESTA rmo SETTEMBRE 2025 digma di competitività a un modello di collaborazione. “Quello della difesa - precisa il manager - non è un campo nazionale sovrano perché non ci sono i numeri; non basta un Paese per mettere in piedi un programma di sviluppo di un nuovo aeropor- to, perciò è necessario essere integrati”. Un grande ruolo nelle trasformazioni in atto hanno le tecnologie digitali. Nel caso di Leonardo, “la manutenzione predittiva non riguarda solo la produzione; è per noi il predittivo delle mac- chine che volano. Qualcosa di molto complesso poiché finora il mondo dell’aerospazio si è basato su intervalli di manutenzione, sui sensori che rilevano anomalie, su warning ai quali il pilota è addestrato a reagire. Ricorrere a un’Intelligenza Artificiale signi- fica affidare un’attività che abbiamo sempre dato con fiducia a un essere umano, quindi l’aspetto certificativo è fondamentale”. Venendo alla parte prettamente produttiva: “Cerchiamo di otti- mizzare i nostri processi e i nostri metodi - riferisce Bianchi -, di migliorare quello che è già nelle corde della nostra industria: l’OI, il MES, il poter prevedere quando è necessaria la manu- tenzione della macchina. Vuol dire fare molto lavoro di base per implementare tutte queste tecnologie, ma l’innovazione si gioca anche nell’usare il digitale per fare meglio ciò che siamo capaci di fare, cioè produrre, costruire qualcosa”. Dato che il focus è sul settore della deformazione, il metallo per Leonardo “è sempre metallo”: il colosso industriale sta ragio- nando sulle opportunità del superplastic forming, dell’hot for- ming ed in generale sui processi “che si sposano con i nostri requisiti di qualità, di leggerezza, di sicurezza”. E la formazione resta uno dei driver fondamentali del cambiamento. L’ESEMPIO DI MERMEC Tensioni geo-politiche e crisi dei mercati hanno portato cambia- menti piuttosto importanti nelle catene di approvvigionamento. Come si è attrezzata Mermec, che occupa circa 3.000 persone, per affrontare i nuovi scenari? “La nostra società - riferisce Fa- bio Giuliani, Chief Operating Officer in Mermec - opera in due segmenti portanti del ferroviario: la diagnostica ferroviaria, nel cui ambito costruisce treni e sistemi per l’analisi dello stato di salute dell’infrastruttura, dei binari, dei tunnel, in pratica una va- sta serie di parametri a garanzia della sicurezza del trasporto ferroviario; l’altro pilastro è quello del segnalamento ferroviario, che invece consente la guida in sicurezza dei treni e ne regola la marcia in maniera automatica”. L’alta tecnologia è del resto cifra che contraddistingue nel suo complesso la holding Angel, di cui Mermec è parte. Quanto a criticità che, dalle dinamiche del contesto globale, possono ri- cadere sulla supply chain: “La diversificazione - rileva Giuliani - è un fattore strategico per rispondere a queste tensioni. Conti- nuo a pensare che i livelli di partnership con i fornitori più critici siano un valore aggiunto. Mettendo insieme le forze si affronta- no situazioni di incertezza, si riesce a pianificare e rispondere a dei lead time che, oltre ad essere lunghi, a volte sono impreve- dibili. Mi sembra questa la risposta che, in un settore di tecnolo- gia molto avanzata, possa fare davvero la differenza”. Oggi le richieste provenienti dai mercati spingono sempre più verso una produzione sostenibile, come attestano le nuove nor- mative ambientali. In Mermec è forte la consapevolezza che la sostenibilità sia un elemento competitivo, con cui i costruttori di macchine utensili devono assolutamente fare i conti. “Questa necessità crescerà molto negli anni a venire - osserva il COO dell’azienda -, anche perché i clienti del futuro apparterranno a generazioni che interiorizzano questo concetto e lo fanno pro- prio, pure nelle vesti di fornitori. Rispetto all’innovazione tecno- logica, è chiaro che dobbiamo utilizzare l’Intelligenza artificiale. Però dal lato del cliente mi aspetterei un uso più spinto nelle logiche di apprendimento tramite cui le macchine ottimizzino i cicli produttivi e che portino ad un recupero di produttività e di efficienza”. Inutile nascondere che, sotto tale aspetto, vi è ancora molta strada da percorrere (da uno studio presentato sempre a La- miera emerge che il 50% delle aziende campione non ha mini- mamente integrato l’AI). Ancora da esplorare in tutte le sue po-

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